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il professor leali di ingegneria 

«L’auto del futuro? Abbatte lo smog ma deve essere ancora migliorata»

GIB

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«L’auto a idrogeno? Bene per l’impatto ambientale, ma da un punto di vista energetico non è ancora efficiente». Il giudizio del professore di Ingegneria di Unimore Francesco Leali non è ancora del tutto positivo quando si parla di mezzi ad alimentazione a idrogeno.

Professor Leali, quali sono i pro e i contro?

«Nel momento in cui la tecnologia dovesse diventare efficiente, le emissioni, in termini soprattutto di anidride carbonica, sarebbero pressoché azzerate. Il vantaggio è dunque l’abbattimento degli agenti inquinanti. Lo svantaggio, come spesso accade con queste tecnologie, è che sul pianto energetico non è un sistema ancora abbastanza efficiente per poter dare dei vantaggi di carattere economico. Cioè richiede più energia di quanto non riesca a produrne. Per cui lo stoccaggio o anche la liquefazione dell’idrogeno affinché possa essere trasportabile richiede più energia di quella che può rendere. Questo se parliamo di un utilizzo ad ampia scala. Se invece prendiamo in esame utilizzi specifici per esempio nei carrelli trasportatori per uso industriale è un sistema su cui molte aziende stanno puntando, soprattutto in Giappone».

Ci sono somiglianze con l’auto elettrica?

«Diciamo che il principio è simile. L’idrogeno viene usato all’interno di celle e attraverso reazioni chimiche produce energia che deve essere immagazzinata e richiede l’uso di batterie e sistemi di accumulo. Per questo viene spesso associata all’auto elettrica. Ed entrambe non hanno emissioni nel luogo in cui vengono utilizzate, ma come sempre bisogna guardare il ciclo complessivo: produzione, stoccaggio ecc».

È sicuro?

«Sì, non è più pericoloso di gpl o metano».

È questo il futuro dell’auto?

«Bisogna fare ragionamenti equilibrati. Il parco circolante attualmente è quasi totalmente costituito da motori a combustione interna, gli elettrici stanno crescendo ma nel complesso sono una minima frazione. Prima di poter pensare ad avere una sostituzione delle vetture bisognerà attendere molti anni. Ad oggi la tecnologia dell’ibrido sembra quella più matura per ridurre le emissioni. È ovvio che se il full elettrico o l’idrogeno raggiungeranno l’economicità nell’applicazione potranno guadagnare una buona fetta del mercato delle grandi case». —

GIB

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