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«La Soprintendenza non bocci le scuole»

G.F
«La Soprintendenza non bocci le scuole»

A Bologna la protesta con striscioni dei cittadini per difende il progetto del nuovo polo del Comune fermato mesi fa

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FIORANO. «Il conto lo pagano i bambini di Spezzano». A Bologna il comitato “Si polo via Motta” ha rialzato la voce. Una delegazione di venti genitori e alunni che non desidera abbassare il capo alla Soprintendenza. Davanti alla sede di via Belle Arti hanno detto di no al vincolo d’inedificabilità totale posto il 21 gennaio dall’organo periferico del Ministero per i beni e le attività culturali per la vicinanza al monumentale castello, Casa Leonardi e ai resti della villa dell’eroe Ciro Menotti. «Servirà? Noi lo facciamo a prescindere», ha anticipato Davide Pizzocaro prima dell’incontro con la soprintendente Cristina Ambrosini. Una riunione di circa un’ora alle 13 giudicata «positiva, ma solo da un punto di vista formale». Sulla sostanza, infatti, il rappresentante ha lasciato trapelare che i componenti del comitato «non sono molto soddisfatti». Se possedessero la macchina del tempo, la imposterebbero al 21 gennaio 2019 per comprendere appieno quali elementi hanno bocciato il progetto del polo scolastico previsto a Spezzano. «Ambrosini, perché il voltafaccia?», hanno chiesto esplicitamente con uno striscione ai piedi della sede bolognese. Tornerebbero volentieri al settembre 2016, quando in un’assemblea fu presentato un centro con una scuola dell’infanzia, una primaria, una palestra e una mensa. Il terreno era stato individuato in un’area verde a sud di via Motta. Poco distante, un’area di 15mila metri quadri avrebbe visto la creazione di un hospice per accogliere fino a quindici persone malate terminali. Nel luglio 2017 il primo paletto, legato però all’hospice. Il 14 settembre 2018 il progetto definitivo è approdato in via Belle Arti. Il 18 gennaio la bocciatura, tre giorni dopo la decisione di totale inedificabilità nell’area. Tutto finito? Nemmeno per scherzo. Il sindaco Francesco Tosi ha annunciato un ricorso al Tar ancor prima della riconferma alle urne. Italia Nostra ha rivendicato l’intervento della Soprintendenza, ricordando però che «nel luglio 2017 non v’era nessun vincolo» e criticando il «carattere tardivo» dello stesso. «Italia nostra affari vostri», «La Soprintendenza e Italia Nostra non mandano i propri figli a Spezzano» la contestazione ieri a Bologna del comitato. Dopo una massiccia raccolta firme («oltre 1.500 in tre giorni» secondo il sindaco), il comitato non intende mollare. «Eppure la soprintendente dice le vecchie scuole sono ancora agibili», ha commentato con amarezza Pizzocaro. Già in passato aveva ribadito che «studi commissionati ad esperti del settore da parte del Comune di Fiorano affermano che anche con il massimo intervento e di conseguenza investimento la sicurezza sismica arriverebbe al massimo al 59% contro il 100% delle costruzioni del nuovo polo». Resta la carta del piano B (ventilato da Tosi), che inevitabilmente dovrà passare da verifiche, studi ed eventuali nuove edificazioni. «La Soprintendenza ci ha fatto sapere che non cambia posizione – ha concluso Pizzocaro – per cui bisognerà aspettare la sentenza del Tar, per cui serviranno anni». — G.F

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