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Regeni, Tosi scrive al collega Menani «Striscione rimosso: un gesto offensivo»

Alfonso Scibona
Regeni, Tosi scrive al collega Menani «Striscione rimosso: un gesto offensivo»

Il primo cittadino di Fiorano contesta il leghista con una lettera: «Una scelta che lascia intravedere le differenze tra noi»

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Non s’arrestano polemiche e prese di posizione da parte di esponenti politici sulla rimozione dello striscione a sostegno della ricerca della “Verità su Giulio Regeni” disposta dal sindaco Francesco Menani. Ieri, con una lettera aperta, è intervenuto anche il sindaco di Fiorano Francesco Tosi.

«Mi ha colpito due giorni fa la notizia che il governatore del Friuli, Massimiliano Fedriga, aveva tolto lo striscione della campagna a sostegno della verità per Giulio Regeni - ha detto tra l'altro Tosi - e non riuscivo a comprenderne la motivazione; lo vedevo come un gesto offensivo nei confronti della memoria di un giovane italiano, ricercatore in una prestigiosa università inglese, barbaramente torturato e trucidato in Egitto a causa di un orrendo sistema di violenza contro la libertà, la giustizia, la democrazia, la moralità e la civiltà. Tutti sappiamo che il governo egiziano ha insabbiato le ricerche e coperto la verità, oltraggiando peraltro la dignità di uno Stato amico, l’Italia. Da quando ho appreso la notizia della rimozione dello striscione non ho trovato una risposta proporzionata al valore simbolico di quel gesto, se non giungere a conclusioni che mi rifiutavo di accettare tanto erano gravi per il futuro della nostra società e cultura».

A seguire c’è poi stata la stessa decisione a Sassuolo, a Trieste, Ferrara. E allora Tosi si rivolge in prima persona al collega. «Sento il dovere - aggiunge - per onestà intellettuale e rispetto nei tuoi confronti, collega Menani, di manifestarti con chiarezza il mio pensiero, con tutta la preoccupazione e lo stupore che lo accompagnano. Non posso nascondere di provare “stupore” davanti alle motivazioni che hai portato. Dici che “non aveva più senso tenere ancora lì quello striscione”, definisci la tragedia di un giovane italiano ucciso tra torture indicibili e coperta da inconfessabili interessi di uno Stato straniero come “vicenda non più di attualità”, ti appelli addirittura al punto di vista estetico e al fatto che fosse “tutto impolverato”: sinceramente faccio fatica a commentare tutto ciò e mi astengo dal farlo».

Tosi manifesta incertezza su eventuali collaborazioni. «Io e te, Menani, non ci conosciamo ancora - prosegue - e ti ho chiamato al telefono per auspicare, da te condivisa, la dovuta collaborazione nella direzione del bene delle comunità che abbiamo il compito di guidare, e questa è e rimane la mia prioritaria volontà. Ma proprio per questo ho bisogno di capire a quali principi di fondo facciamo riferimento nel concepire la nostra azione. Vedi, tra tutte le cose di cui un sindaco neoeletto deve o può occuparsi nei primi giorni, l’aver fatto tra i primi gesti la rimozione dello striscione di Regeni, mi preoccupa e mi induce a intravedere differenze di tipo etico e politico anche in contesti che, credo, differenze non dovrebbero averle in quanto basati sui principi costituzionali al di là dell’appartenenza a un partito».

toti: «lo avrei lasciato»

Anche il presidente della Regione Liguria e coordinatore di Forza Italia Giovanni Toti ha criticato la decisione del sindaco di Sassuolo di rimuovere lo striscione. «Lo striscione per Giulio Regeni io lo avrei lasciato, non vedo per quale ragione rimuovere una cosa che è nelle coscienze di tutti, per cui abbiamo bisogno di sapere la verità»: così si è espresso Toti, nel corso della trasmissione Agorà su Rai 3. «Siamo un grande Paese, dobbiamo rispettare l’Egitto, abbiamo accordi economici importanti, ma non significa non pretendere la verità da un Paese che, tra l’altro, dovrebbe essere per molti aspetti nostro alleato» ha aggiunto Toti. —



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