Modena, ritorna lo spaccio Bande di “galoppini” in bici in viale Storchi
Residenti e commercianti: «Ci sono gruppetti fissi e altri che fanno la spola» Il giro sfocia in via Fabriani e nella zona delle corriere: «Servono controlli»
MODENA. Dopo un periodo di “latitanza”, più o meno apparente, si è ricreato un giro di spaccio in viale Storchi, con un fronte che va dall’ultima parte della strada, quella in prossimità della zona Cialdini, all’area di via Fabriani, a ridosso del piazzale I Maggio e della stazione delle autocorriere.
I continui controlli e i blitz di tutte le forze dell’ordine al parco Novi Sad hanno spinto alcune bande di spacciatori e gruppi di giovanissimi, che gravitano sempre nel mondo dello spaccio, a spostarsi nelle vicinanze. E ovviamente questo trasferimento che ora si è trasformato in una “occupazione” non è sfuggito ai residenti e ai commercianti in zona. Persone ormai esperte perché, va ricordato, furono tre le prime a lanciare allarmi, a chiudersi all’interno dei negozi, a “blindarsi” quando la situazione nel viale era insostenibile
«Ogni giorno, a volte anche da metà mattina ma soprattutto dal pomeriggio in poi - spiegano alcuni residenti - si formano dei capannelli vicino a due rivendite. Si tratta di attività che richiamano dei gruppetti, non tanto numerosi, di maghrebini. Queste persone sono quelle che in pratica stazionano o lì davanti, sul viale, o al massimo si spostano da una parte e dall’altra. La loro occupazione, il loro lavoro è stare lì. Poi, alla spicciolata, arrivano i giovani, dai diciotto al massimo 26 anni, che spuntano in bicicletta dalle laterali del viale, si fermano lì da loro e poi se ne vanno. È un continuo via vai».
È il classico modus operandi delle bande che si occupano dello spaccio di stupefacenti: i “capi”, i referenti sono fissi in un luogo e da lì, ricevendo ordini al telefono con chiamate e messaggi, mandano in giro i loro corrieri, i galoppini che in bici raggiungono il cliente in un posto stabilito in precedenza. Addosso i capi non hanno mai nulla, ci pensano i distributori a prendere il pacchettino dai nascondigli, in strada, nelle aiuole, tra le sconnessioni dei muri per poi procedere alla conclusione dell’affare.
Era accaduto nei viali del parco, avviene ogni giorno al parco XXII Aprile, con vedette e consegne sempre più nella zona del cavalcavia. Ora accade anche in viale Storchi e i corrieri sfrecciano riversandosi soprattutto nell’area di via Fabriani e dintorni. «Abbiamo ormai notato che si è creato il giro - dicono da viale Storchi - e infatti sono tornate le presenze di giovani anche in via cavo Cerca, via Zannini e laterali. Ora che è estate è più facile scorgere il via vai, sarebbe il caso che le forze dell'ordine facessero qualche appostamento, magari in borghese, potrebbero individuare i responsabili, bloccare il fenomeno, denunciare o arrestare». Che ci siano bande di giovani e giovanissimi che gravitano in zona e che hanno dei giri è stato reso evidente anche del recente raid punitivo, una caccia all’uomo nata da uno sgarro, forse per affari di droga, in via Fabriani e che si è conclusa in via Sant'Eufemia dopo un inseguimento con coltelli e forbici. —
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