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«Infiltrazioni in molti Comuni L’espansione va impedita»

Il procuratore Antimafia Federico Cafiero De Raho non abbassa la guardia Amato: «La lotta non è finita» Bonaccini: «Vinciamo noi»

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«Non amo questo tipo di definizioni: questa è un’indagine importante, lo dicono i numeri e la qualità delle contestazioni, ma parlare di “colpo al cuore” non mi piace e non mi sento di affermare che questa indagine lo sia». Parlando con i cronisti a margine della conferenza stampa sull’operazione anti-’ndrangheta “Grimilde” della Dda di Bologna, il procuratore capo Giuseppe Amato preferisce non lasciarsi andare a dichiarazioni trionfalistiche.

«La ’Ndrangheta è infiltrata in numerosissimi Comuni del nord, è presente in tutte le regioni. È evidente che la politica regionale e comunale deve muoversi per impedire che le organizzazioni mafiose continuino a infiltrarsi sovvertendo il sistema economico e per consentire alle imprese sane di lavorare perché laddove c’è mafia non ci sono lavoro e sviluppo - dice il procuratore nazionale Antimafia, Federico Cafiero De Raho, in merito all’arresto del boss Grande Aracri - Credo che oggi l’obiettivo primario di chi ha il dovere di soddisfare l’interesse pubblico della collettività sia bloccare le mafie».

«C’è qualche perplessità, si fa un po’ fatica da addetti ai lavori a capire come, in un’area come questa dove c’è un grande senso civico ed una diffusa cultura della legalità, queste cose non si riescano a superare - ha detto il direttore della Direzione centrale anticrimine della Polizia, Francesco Messina - Siamo molto soddisfatti perché pensiamo di aver fatto una bella operazione di pulizia. Il territorio è stato riconquistato in termini di legalità».

Quasi scontata la polemica politica relativa al ruolo di Giuseppe Caruso, in quota Fratelli d’Italia. I 5 Stelle invocano una commissione d’accesso in Comune a Piacenza, il ministro dell’interno Matteo Salvini esalta l’operazione («Nessuna tregua e nessuna tolleranza per i boss, avanti tutta contro i clan»), mentre il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, invoca un maggior senso civico: «Quella contro le mafie è una battaglia che possiamo vincere - afferma, ringraziando gli inquirenti - dando il massimo appoggio alla magistratura e alle forze di pubblica sicurezza, ma ricordandoci sempre che ogni giorno ciascuno di noi deve fare la sua parte, schierandosi con la legalità». —

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