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La carica dei 712 viaggiatori «L’Erasmus rilancia la laurea»

Gabriele Farina
La carica dei 712 viaggiatori «L’Erasmus rilancia la laurea»

La sfida degli studenti di Unimore che staranno all’estero da 3 a 12 mesi «Il mondo del lavoro privilegia chi ha fatto questa scelta formativa»

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«L’Erasmus dà un senso alla laurea». Un senso colto da 712 studentesse e studenti Unimore. Si sono presentati ieri mattina alla Giornata Erasmus. Al centro Servizi didattici del Policlinico hanno iniziato a immergersi nei 28 Paesi dell’Unione Europea più la Turchia. Sono pronti a vivere la sfida dell’estero. Restare lontani da 3 a 12 mesi lontano da casa. Conoscere persone di altre nazioni. Dare esami in lingua. Procedere verso la tesi. «L’Erasmus dà un senso alla laurea», ha garantito la studentessa di Lingue Onisia Rocco. Aspirante mediatrice culturale, starà per quattro mesi in Francia. «È un modo per testare la conoscenza della lingua – ha proseguito Onisia – e fare una bella esperienza. Da Lille ci muoveremo molto tra Londra, Parigi e Bruxelles: è una soluzione tattica». Cambierà anche il modo per rapportarsi con i libri. «In Francia l’approccio è molto più pratico e diretto con i professori – ha concluso la giovane – e penso che gli esami saranno molto più abbordabili, essendo quasi tutti scritti. L’Erasmus sarà un modo per sviluppare un nuovo metodo d’apprendimento. Mi aspetto di trovare molte persone e mi affascina l’aspetto multiculturale». La Francia è stata scelta da cento studenti Unimore. Su Lille ha puntato anche lo studente di Economia Alessandro Sanseverino. «Sarà un modo per migliorare la lingua – ha aggiunto il giovane – e sviluppare nuove esperienze universitarie. Dopo un anno di studi siamo ormai abituati al metodo». «L’intenzione vera di chi va in Erasmus è studiare – è intervenuto il collega universitario Francesco Marchesi – poi il divertimento viene di conseguenza». Il giovane appartiene alla forte delegazione con una cartina della Spagna in mano. Sono 253, ovvero il 35,5% del totale. La Francia è al secondo posto (14,0%), davanti alla Germania (63 scelte, 8,9%). Il dipartimento con più partenti è quello di Studi linguistici e culturali (143, 20,4%) davanti a Economia (135, 19,0%) e Ingegneria (84, 11,8%). «Abbiamo avviato i percorsi d’internazionalizzazione per rendere voi internazionali», ha garantito il direttore del dipartimento d’Ingegneria Enzo Ferrari, Alessandro Capra. La crescita del 14,5% rispetto ai 602 partenti Erasmus Plus nel 2018-19 rappresentano per il docente «un bel risultato». Capra ha lanciato ai giovani un consiglio: «Le imprese private e anche il pubblico privilegiano chi ha fatto l’Erasmus. Guardate avanti, oltre la singola materia o i singoli crediti. Conta l’apertura mentale, la capacità d’interagire con gli altri». «Sarà un’esperienza nuova, un modo per uscire dai nostri confini e conoscere persone – ha ribadito la studentessa di Economia Gloria Prifti – sperimentando così una cultura diversa». Una cultura diversa conoscerà anche Veronica Versuro, tra le 29 nuove leve che hanno scelto la Polonia. «Ho scelto Varsavia perché m’ispirava una novità rispetto alle solite mete», ha ribadito infatti Veronica, studentessa di Lingue.

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