Una petizione per riavere la storica barista del Selmi
Professori e studenti scrivono alla preside: «Ci ripensi: il locale resti ad Adriana» L’ex titolare: «Lavoro lì da 19 anni e l’esperienza non è stata calcolata nel bando»
«Cara preside, ci ripensi: il bar resti ad Adriana». Firmato: i tuoi docenti e studenti. Al Selmi chi vive ogni giorno a scuola ha deciso di fare fronte comune. Hanno presentato una petizione per consentire ad Adriana Leka di proseguire con l’attività svolta all’interno dell’edificio. La preside Margherita Zanasi ha rivolto l’incarico a un’altra persona dopo quasi cinque lustri di servizio di servizio. «Da 19 anni lavoro al bar – ha spiegato la titolare dell’attività – e ho sempre garantito un servizio ottimo. La preside lo scorso anno ha fatto un bando in cui chiunque poteva partecipare. Nel bando non è stato preso in considerazione il servizio svolto, anzi avendo esposto il prezzo sono partita svantaggiata. Sono arrivata seconda e la preside non ha voluto sapere niente». L’aggiudicazione provvisoria al vincitore è stata comunicata lo scorso 18 giugno. La titolare e lo sfidante hanno riportato lo stesso punteggio per produzione di rinfreschi e migliorie nell’allestimento. La prima ha esposto un piano di sanificazione giudicato più accurato sia del vincitore sia di una terza sfidante. A parità di modello organizzativo (pari punteggio per i tre), la differenza l’hanno fatta l’offerta tecnica del listino prezzi e l’offerta economica. «Il signore ha vinto il bando per un’offerta più vantaggiosa di 1.200 in più all’anno», ha recriminato Adriana. Il vantaggio di un punto accumulato nelle altre voci del bando è divenuto un divario di 3,90 punti sia per il listino prezzi (2,38 in favore del vincitore) sia per l’offerta economica (2,52 in favore del vincitore). «Ho parlato con avvocati e consiglieri comunali – ha proseguito Adriana – e mi hanno detto che sembra impossibile non sia stata messa nemmeno una clausola per il lavoro svolto in questi anni». Un lavoro apprezzato in fondo dai firmatari della petizione. «In questi anni con la sua professionalità unita ad un’altissima umanità – scrivono – ha saputo servire un ottimo servizio, dove prodotti di qualità, pulizia e puntualità sono sempre stati una certezza. Inoltre il sorriso, il fatto che conosca il nome di tutti gli alunni della scuola e anche di quelli già diplomati che spesso ci vengono a trovare, la disponibilità e l’accoglienza verso i ragazzi dell’aula risorse hanno dimostrato una sensibilità non sempre comune. Trattare con dei minori con pacatezza e garbo, riuscendo sempre a dare un esempio di correttezza ed educazione non è una cosa comune». «Tanti professori del Corni mi hanno detto “Veniamo al Selmi solo per lei” – ha ripreso Adriana – e anche loro stanno scrivendo una lettera di protesta». Oltre a lei, la nuova nomina della scuola riguarda tre dipendenti. «Sono a tempo indeterminato – ha precisato la titolare – e hanno lavorato benissimo». «Ogni dipendente ha famiglia – hanno aggiunto i firmatari della petizione – e magari ha fatto scelte impegnative anche dal punto di vista economico, contando su uno stipendio che ora verrà a mancare». Lo stesso per la titolare. Adriana non ne ha parlato in prima persona, lasciando il tema agli amici di lunga data. «Dovrà ora cercare di ricollocarsi nel mondo del lavoro – hanno scritto – e sappiamo bene quanto questo sia difficile in generale e ancora di più per chi ha già un’età che dal punto di vista lavorativo non viene facilmente presa in considerazione». Da qui l’espressione del «nostro rammarico» condiviso dagli scriventi, a cui si accompagna «soprattutto un ripensamento che permetta alla signora Adriana Leka di riprendere la gestione del bar nei prossimi anni scolastici». —
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