Avanti con la scuola allo stadio e la primaria trasferita a Riccò
In un’affollatissima assemblea sindaco e giunta confermano il progetto «Luca Toni non è d’accordo? Il campo è chiuso, se vuole faccia l’assessore...»
Avanti con il polo sul campo in erba dello stadio e con la primaria a Riccò. Nell'affollatissimo incontro di martedì sera (quasi 200 persone) la giunta Bartolacelli ha confermato i suoi progetti per le scuole. «Non si perde niente allo stadio perché il campo da anni è inutilizzabile e non potrebbe nemmeno servire per l'elisoccorso – ha iniziato il sindaco – servono non meno di 600mila euro di lavori. Ho sentito Simona Magnani di Polinago dire che con 60mila si ripristina: mi spiace, ma non prendo suggerimenti da chi non è stato capace di governare tanto che nel 2012 la sua amministrazione si è dimessa. Quanto a Luca Toni, mi chiedo che luogo di aggregazione possa essere un campo chiuso. Se si vuole impegnare per il suo paese, noi vorremmo portare avanti anche il progetto di un nuovo polo sportivo al Colombaccio: siamo a disposizione per sentire i suoi consigli, e se vuole per lui c'è un posto in giunta da assessore allo Sport». «La decisione di costruire lì è stata presa il 7 novembre – ha sottolineato – quando la Provincia ci ha dato due giorni per indicare l'area su cui edificare la primaria per non perdere 1,3 milioni. Per lo stesso motivo, i lavori devono essere affidati entro il 6 maggio 2020. Ed entro il 30 novembre 2019 vanno assegnati quelli per le medie per non perdere i 900mila euro della Regione». L'esigenza di rispettare le date è stata richiamata anche dal sindaco di Palagano Fabio Braglia in veste di consigliere provinciale alla Scuola. «Ma lei a Palagano farebbe le scuole allo stadio?» gli è stato chiesto dal pubblico. «I fondi non vanno persi – ha risposto – se la soluzione migliore è costruire su un vecchio campo sportivo, per me viene prima la scuola». E qui si è levato dal pubblico un “vaffa” per cui Bartolacelli si è scusato con lui. L'urgenza più pressante però è l'inizio anno a settembre della primaria. Bartolacelli ha confermato l'abbandono dei moduli nel piazzale della palestra e la scelta di trasferire la sede nell'asilo di Riccò, a 8 km, con pulmino in partenza da Serra alle 7.35. «All'associazione di commercianti che ha espresso dubbi dico che non andiamo sulla luna ma a 8 km, dove ci sono altre attività – ha detto – e per me tutti i commercianti sono uguali, che siano di Serra o di Riccò. L'Istituto Comprensivo, col dirigente scolastico, si è espresso per questa soluzione». «Non è stata una scelta ma una presa d'atto dell'unica soluzione prospettata per evitare di nuovo il doppio turno – hanno precisato due insegnanti – ma dovete trovare un'alternativa con altri moduli in pineta perché dovendo far fare 8 km in più ai bimbi molti sceglieranno di andare a Maranello o Pavullo. E non torneranno: perderemo una generazione per sempre. Fra 5 anni non avremo le iscrizioni per le medie, e perderemo anche posti di lavoro». Un'altra insegnante invece ha definito «disumana» la prospettiva di continuare nei moduli, dicendosi per Riccò. La vicesindaco Fornari ha spiegato che a Guastalla erano stati trovati moduli in dismissione a 70mila euro d'affitto, ma che sarebbero costati alla fine 400mila con trasporto e istallazione in pineta. «La Regione ci copriva le spese con fondi rimasti alla Protezione civile, ma purtroppo a febbraio la Prefettura ha negato l'autorizzazione non considerando più emergenziale la situazione di Serra data la presenza di una scuola a Riccò. Capisco i disagi, ma a settembre 2021 avrete due scuole nuove aperte a Serra». —
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