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Caso Patriarca-Corti La Lega in pressing

D.M.

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PIEVEPELAGO. Chiedono una rapida soluzione al caso Corti-Patriarca le sezioni della Lega di Pievepelago, Riolunato e Fiumalbo. Ovvero i tre comuni più rappresentativi, dove il Carroccio ha fatto il record provinciale alle Europee arrivando rispettivamente al 54%, 53% e 63%. La questione è nota: alle scorse politiche Edoardo Patriarca (Pd) è stato eletto senatore nel collegio uninominale 5 (quello di riferimento per la montagna) con soli 46 voti di scarto su Stefano Corti (Lega). Che però dopo il riconteggio delle schede nulle ora è in vantaggio di una cinquantina di voti. Ma Patriarca è intenzionato a chiedere il riconteggio di tutte le schede del collegio, e questo potrebbe ulteriormente posticipare il verdetto. «È ora di finirla, il riconteggio delle nulle ha già proclamato vincitore Corti – osserva Stefano Marchetti, segretario di Pieve – e la montagna ha bisogno di un suo senatore di riferimento, che manca da decine d'anni, per risolvere questioni spinose: dallo ski college alla viabilità e le strategie di sviluppo turistico. A più di un anno dalle elezioni, il carpigiano Patriarca in quello che doveva essere il suo territorio di riferimento non s'è mai visto: fa come tutti gli altri parlamentari che in passato non sono mai andati oltre Serra e Pavullo. Anche per questo riteniamo il posto in Senato non suo. Corti invece in montagna c'è e da senatore in pectore continua a promuovere politiche per la montagna: adesso lo si lasci lavorare da senatore vero, come il popolo ha decretato. Spero per sensibilità democratica che anche chi non è della sua parte politica operi per la chiusura della questione nel rispetto della volontà dei cittadini». —

D.M.

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