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«Intervistati critici ma nel resto d’Italia la situazione è peggiore»

G.F.

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«I modenesi sono critici e disincantati». Parola di Roberto Guerzoni, presidente della Fondazione Mario Del Monte. La Fondazione ha commissionato l’Osservatorio Via Emilia 2019 allo Studio Mv e a Demetra. Dal 12 al 19 aprile i ricercatori hanno sottoposto 746 interviste a maggiorenni modenesi. Per la prima volta, la squadra ha utilizzato Facebook (150 interviste sulla piattaforma) assieme alle più classiche telefoniche (546) e alle domande sul web (50). Per Guerzoni la critica e il disincanto sono più legati alla tecnologia che alla democrazia. «I modenesi sono molto attaccati ai valori della democrazia, ci credono – ha proseguito Guerzoni – e infatti i valori sono sempre più alti rispetto ai dati nazionali». Il riferimento è al sondaggio Demos per La Repubblica del dicembre 2018. Nella rilevazione furono intervistati 1.234 over 15. Ebbene, il 58% del sondaggio nazionale ha attribuito un voto insufficiente (5 o meno in decimi) alla democrazia in Italia contro il 46% dell’indagine modenese. «In Italia il 67% considera la democrazia comunque preferibile contro il 77% di Modena – è intervenuto Vittorio Martinelli, sociologo curatore dell’Osservatorio – e un discorso simile vale per la disponibilità a regimi autoritari. A livello nazionale si tocca il 33% (sempre con il sondaggio Demos) contro il 19% della nostra rilevazione». Martinelli ha confermato lo «sguardo disincantato» dei modenesi, soprattutto verso le possibilità future della democrazia in rete. Il voto più alto (6,3) è dato a chi non la considera una democrazia vera e propria «perché non c’è un confronto reale né ricerca di una sintesi tra posizioni diverse». —

G.F.

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