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Passera spiega la banca digitale “illimity”: «Il rapporto con Modena rimane saldo»

Stefano Turcato
Passera spiega la banca digitale “illimity”: «Il rapporto con Modena rimane saldo»

«Una realtà del tutto telematica ma qui resta l’unico sportello e i volumi aumentano». Domani evento con Rock No War

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Ci saranno anche Corrado Passera e i dirigenti della banca “illimity” (con la i iniziale minuscola) domani sera all’evento promosso da Rock No War all’Accademia Militare di Modena. Un evento organizzato per raccogliere fondi da destinare a un progetto dedicato a persone con disabilità e alle loro famiglie.

La nuova banca guidata da Corrado Passera, ex Ceo di Banca Intesa e Poste Italiane oltre che ministro dello sviluppo economico, è sorta rilevando la licenza della modenese Banca Interprovinciale, di cui sono state chiuse le filiali mantenendo solo la sede principale a Modena in via Emilia Est. I 60 dipendenti sono stati invitati a restare con “illimity” e tutti hanno potuto scegliere la migliore soluzione personale.

La genesi dell’operazione viene spiegata dallo stesso Passera: «Per costruire illimity cercavamo basi solide e in Banca Interprovinciale le abbiamo trovate» dice l’ex ministro , che nel 2018 ha promosso Spaxs, veicolo che ha raccolto 600 milioni sui mercati internazionali per lanciare una nuova start up bancaria in Italia. Dalla fusione tra Spaxs e Interprovinciale è nata “illimity”, già quotata alla Borsa di Milano.

«Nel disegnare il modello di business della banca - continua Passera - siamo partiti da alcuni bisogni di credito non ancora soddisfatti adeguatamente».

Nelle intenzioni di Passera, “illimity” risponde al bisogno di credito delle pmi italiane ad alto potenziale, ma ancora con rating basso, incluso il segmento delle pmi cosiddette non-performing. La banca acquista e gestisce Corporate Npl, importanti crediti deteriorati, e lancerà a breve la propria banca diretta di ultima generazione, con un’offerta tutta digitale e servizi innovativi.

“illimity” è una banca specializzata di respiro nazionale ma avete deciso di sostenere Rock No War.

«Ho conosciuto Rock No War l’anno scorso proprio grazie a Banca Interprovinciale e abbiamo mantenuto la sponsorizzazione per dare un chiaro segno di continuità sul bellissimo progetto “Dopo di Noi” che la comunità modenese sta realizzando. Certo, in pochi mesi Banca Interprovinciale è diventata una banca nazionale, siamo ormai più di 300 professionisti, e si sono aggiunte nuove attività ma Modena rimane l’unica nostra sede oltre alla Direzione di Milano».

A parte la sede di Modena, non avrete sportelli?

«“illimity” parte come banca del tutto digitale e i nuovi sistemi informativi sono disegnati per questo. Questo permetterà di avere servizi prima non disponibili, ma certamente comporta un modello di servizio diverso dal passato. Per attutire gli inevitabili contraccolpi abbiamo mantenuto una filiale a Modena».

Può quindi dirsi completata la trasformazione?

«Sì, la complessità del passaggio da un modello tradizionale a uno completamente digitale ha inevitabilmente comportato iniziali disservizi. Abbiamo preferito concentrare tutti i cambiamenti: chiusura delle filiali, migrazione ai nuovi sistemi informativi, nuovo Internet Banking».

Continuate a lavorare con le imprese emiliane?

«Certamente - risponde Passera - e rilevo che è cresciuto il volume di credito alle imprese emiliane. Qui si trovano aziende particolarmente dinamiche, con punte di eccellenza in settori rilevanti come l’agro-alimentare, il settore meccanico-siderurgico e l’industria della ceramica, settori con spiccata vocazione internazionale, caratterizzati da una forte spinta verso investimenti e innovazione, che purtroppo non sempre riescono a esprimere pienamente il proprio potenziale. Assistiamo aziende che attraversano una fase di difficoltà e abbiamo già finanziato lo sviluppo di alcune realtà locali che avevano bisogno di un supporto specialistico per essere accompagnate nella fase di rilancio. La parola chiave è potenzialità: una priorità di “illimity” è trovare aziende con potenziale ancora non espresso per accelerare il loro sviluppo anche se altri hanno detto di no».

E perché voi viceversa le finanziate?

«Perché talvolta riusciamo a guardare oltre i numeri. Su ogni caso aziendale cerchiamo di mettere le migliori competenze bancarie, le migliori esperienze industriali. Chiamiamo tutor gli esperti aziendali che lavorano nei nostri team. Abbiamo esperti di data analytics per portare ai clienti i benefici delle tecnologie più innovative. I tutor ci portano una lettura privilegiata e approfondita dei diversi mercati e settori produttivi nei quali sono attive le imprese nostre clienti. E non è un caso che i primi 3 tutor emiliani siano modenesi, ex manager rispettivamente dei settori alimentare, meccanico e ceramico».

A che punto è lo sviluppo di “illimity”?

«Con questo mese di giugno si completa anche la costruzione della nostra banca diretta. Per banca diretta si intende una realtà che si basa sull’opportunità di relazionarsi ed effettuare ogni operazione mediante le tecnologie, dallo smartphone al computer, ma non essendoci più le filiali rimane disponibile anche l’opzione di parlare telefonicamente con un nostro addetto. La strategia ci sembra confermata dai fatti: il settore bancario è in piena trasformazione ed emergeranno banche con paradigmi del tutto nuovi e capaci di fornire servizi prima non immaginabili». —

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