Gazzetta di Modena

Modena

IL PROGETTO AUTOSTRADA 

Riprendono i sondaggi per il tracciato della Cispadana

Alberto Setti

Arc, la società che vuole realizzarla, chiede l’accesso ai terreni dove passerà E oggi in Regione si riapre la discussione nell’ambito del Piano trasporti

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Cispadana, il tempo e i conti stringono sempre più il cappio attorno alla soluzione autostrada. Arc, la società Arc (la società che ha progettato e vuol costruire l’autostrada in project finacing) in questi giorni sta avvisando i Comuni che i tecnici passeranno nuovamente nei fondi agricoli interessati dal tracciato per dei sondaggi. Mentre i legali degli agricoltori replicano che senza un decreto del prefetto questi accessi possono essere negati. Ma il braccio di ferro va oltre. Nella Bassa ormai sono 4 su 6 le amministrazioni (Finale, San Felice, Mirandola e Novi) che al di là dei distinguo e delle smarcature preferirebbero il meno costoso e meno impattante completamento della strada a scorrimento veloce già realizzata nelle altre province, in particolare nel ferrarese. Anche perché - sostengono i Comitati contro l’autostrada - il sistema dei trasporti si va orientando su altre forme di spedizionemerci. Il tema Cispadana verrà probabilmente ripreso oggi a Bologna, nella commissione regionale che presenterà a giorni il nuovo Prit (in sostanza il Piano regionale dei trasporti). Il Pd punta sull’autostrada come passo imprescindibile per lo sviluppo post sisma, la Lega Nord parla a voci diverse nel modenese e nel ferrarese, i Cinque Stelle sono per la soluzione strada scorrimento veloce e con loro la Sinistra e il gruppo misto. Queste le posizioni emerse esattamente una settimana fa nella stessa commissione, con i consiglieri Petazzoni (Lega) e Campedelli (Pd), appoggiati dall’assessore Donini, a sostenere che l’autostrada porterà sviluppo nella Bassa terremotata («A Casalecchio è bastato aprire un casello per avere un insediamento da 500 dipendenti…») e che anzi abbatterà l’inquinamento che sta avvelenando il clima e le persone. Di tutt’altro avviso i consiglieri Taruffi (Sinistra), Prodi (Gruppo Misto) e soprattutto Gibertoni (5 Stelle) che hanno sollevato diverse questioni sul tema. A cominciare dal quello che è definito “contratto-capestro”, perché impicca la Regione ad una penale («Scritta in un accordo segretato», aggiunge Gibertoni) da 200 milioni. In sostanza quelli che basterebbero per fare la strada a scorrimento veloce. Per la verità gli esponenti del Pd parlano da ultimo prima di 500 poi 700 milioni, mentre i Comitati della Bassa pro strada a scorrimento veloce ribattono che non solo non c’è un piano trasportistico ed economico che giustifichi l’autostrada, ma che si parte da una cifra di circa 80 milioni prevista nel 2006 (quando si virò sull’autostrada) che ad oggi potrebbero essere giusto il doppio. Non dieci volte di più. E, a proposito di cifre, l’autostrada nel 2013 era prevista ad un costo complessivo di un miliardo e 309 milioni.

Ma a quella cifra si dovranno aggiungere i 400 milioni delle opere complementari (a carico della Regione) promesse ai territori per far loro accettare l’autostrada. Inoltre, ci sono sempre le 200 prescrizioni della commissione di Via (con i conseguenti costi). Ancora cifre: la Regione (che finora aveva impegnato 179 milioni) ha promesso 100milioni di euro per ricapitalizzare Arc, che ha subito la batosta del fallimento di uno dei suoi soci, Coopsette, e della crisi di un altro, Pizzarotti. —

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