Ance Emilia, ieri siglata la fusione degli edili
Sono 252 le imprese associate con 5.000 dipendenti e un fatturato complessivo di 1,32 miliardi di euro della neonata Ance Emilia, una delle associazioni edili più grandi d'Italia che sorge dalla fusione dei Collegi dei costruttori di Bologna, Ferrara e Modena: da ieri la fusione è diventata ufficiale con la firma dell'atto di integrazione che dà corpo alla nuova associazione, operativa già dall'1 luglio. A presiedere Ance Emilia, che segue di due anni la nascita di Confindustria Emilia, fino al 2021 sarà l'attuale numero uno di Ance Bologna, Giancarlo Raggi, affiancato dai colleghi di Modena e Ferrara, Sandro Grisendi e Adriano Paltrinieri, nel ruolo di vicepresidenti.
«L'uscita dalla crisi che ha attraversato il settore, anche attraverso il superamento della territorialità esasperata e di una organizzazione produttiva eccessivamente destrutturata, costituiranno le sfide che affronterà Ance Emilia per riportare l'edilizia, l'immobiliare, l'abitazione e le infrastrutture al centro dello sviluppo economico del territorio - ha detto Raggi - Il confronto con le amministrazioni locali resta la nostra priorità, sia in materia urbanistica che nel campo dei lavori pubblici».
«L'edilizia è l'unico settore industriale che non ha ancora le basi per la ripresa. Eppure, il comparto immobiliare nel suo complesso vale circa il 22% del Pil, un apporto senza il quale l'Italia non può crescere. Senza infrastrutture non si cresce», ha detto Gabriele Buia, presidente nazionale Ance. —
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