Davolio contro Capezzera per lo striscione su Regeni
Il referente di Auser Sassuolo, nonché membro del comitato direttivo dell’Anpi Maurizio Davolio attacca in una lettera aperta il capogruppo di Forza Italia Davide Capezzera. La ragione è la stessa di cui si parla da giorni: la rimozione dello striscione che chiede verità per Giulio Regeni; tema che ha diviso la città, ma data l’espansione della notizia si potrebbe dire la nazione, in uno schieramento che grida alla vergogna e un altro che accusa il primo di strumentalizzare l’episodio per fini politici. Ma perché Davolio, come ha specificato, si aspettava che il giovane consigliere non stesse in silenzio ma si unisse a chi criticava la decisione presa dal sindaco Menani? Le ragioni elencate “dall’accusa” sono tre, tutte derivanti dal volantino utilizzato da Capezzera durante la campagna elettorale. «Se ho capito bene - ha iniziato Davolio - nelle tue prese di posizione e opinioni politico-sociali, tu sei per la difesa della vita e della famiglia. Pensavo e penso che rivendicare con forza la verità sull’assassinio di Giulio Regeni sia un modo molto semplice, direi naturale, per onorare la sua vita, e non invece come si è detto una richiesta strumentale. E sia allo stesso tempo stare, senza se e senza ma, dalla parte della famiglia e in questo caso dei suoi genitori che hanno il diritto di conoscere la verità e sentire al loro fianco i cittadini e le istituzioni. La famiglia va difesa e sostenuta anche in frangenti come questi».
La seconda ragione che ha mosso Davolio a criticare il silenzio di Capezzera è la sua giovane età: il forzista, infatti, è quasi un coetaneo di Regeni, perciò l’aspettativa era che manifestasse il suo dissenso per quanto accaduto. «Tu come ogni giovane - ha spiegato Davolio - sai quanto forte sia il diritto alla vita di un ventenne e quanto sia indiscutibilmente giusto rivendicare la verità su quel delitto. E allora ti chiedo: perché non dirlo?».
Nell’ultimo punto il presidente Auser si rammarica che Capezzera abbia messo la fedeltà agli schieramenti davanti alla libertà di esprimere solidarietà a un altro giovane. «Questa differenza - ha concluso - tra un pensiero giovane e uno vecchio la si vede anche di fronte alle piccole cose, ma grandi politicamente, come il lasciare o il togliere uno striscione. Hai perso un’occasione e me ne dispiace. Ma se vuoi hai tempo per rifarti». —
E.A.
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