Il caso Parisi-sms: «Ma quale scissione Noi andiamo avanti»
«Ai 18 della minoranza di Modena Solidale e al loro documento di dissenso risponde la maggioranza degli appartenenti alla lista civica, incredula del comportamento di chi lamenta la poca democraticità interna salvo poi non presentarsi nei luoghi deputati per discuterne». Così, mentre infuria la polemica sugli sms “elettorali” che chiedevano ai clienti del Caf di votare per Katia Parisi, l’area di Modena Solidale vicina alla consigliera replica alla parte cattolica della lista civica, che nei giorni scorsi aveva attaccato duramente, minacciando la scissione. «Il risultato inatteso di Katia Parisi - replica la “maggioranza” del movimento - aveva fin da subito innervosito chi aveva concentrato gli sforzi per far eleggere l’avvocato Stefano Guidetti, piazzatosi secondo, con 367 preferenze in meno di Parisi. Così, dal 27 maggio le idee e il programma sono stati accantonati, e tutto ha cominciato a ruotare intorno ai nomi che avrebbero rappresentato la lista all’interno dell’amministrazione comunale. Un film già visto. Poca partecipazione alle assemblee, ma tante critiche sui media e sui social, tacciando di “ingordigia politica” la semplice evidenza dei numeri e mascherando i malesseri interni di chi avrebbe voluto arrivare dove il voto popolare ha scelto di non portarlo con questioni di area di appartenenza». Secondo l’area vicina a Parisi, inoltre, «è evidente che l’assenza di attestati di solidarietà davanti agli attacchi senza precedenti a una consigliera democraticamente eletta abbia dato manforte all’opposizione nelle accuse sui media. Nessuna voglia di ricucire lo strappo, né di parlare di programmi e di politica. All’ultima assemblea della lista, quella che ha preceduto l’uscita del documento dei 18, la partecipazione è stata scarsa». —
L.G.
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