Alla Casa di reclusione un torneo di calcio dove vince la solidarietà
La polizia penitenziaria locale è scesa in campo con Modena Reggio e Bologna e bimbi della Virtus e Spm Ricavato in beneficenza
Una giornata di sport, divertimento e solidarietà alla Casa di Reclusione, dove nel pomeriggio di ieri si è tenuto un torneo calcistico che ha coinvolto la polizia penitenziaria dei carceri di Castelfranco, Modena, Reggio e Bologna in un quadrangolare che si è disputato sotto l'inclemente sole che da giorni abbaglia il modenese.
Scopo dell'iniziativa la creazione di un momento di gioco di squadra tra il personale delle strutture, ma anche l'apertura alla realtà territoriale, possibile grazie alla partecipazione di due squadre di ragazzi di dodici anni appartenenti rispettivamente alla Virtus e all'Spm calcio di Castelfranco, oltre che alla presenza dei bambini ospiti della casa-famiglia della cittadina, cui è stato devoluto quanto ricavato dall'evento.
«È un momento di sport ma anche di sana competizione tra il personale di istituti penitenziari diversi perché è importante rafforzare relazioni interpersonali, dato che è una professione in cui si vivono momenti anche di forte difficoltà e tensione. - spiega la direttrice della casa di reclusione Maria Martone - La cosa importante è che abbiamo trasformato la passione per lo sport in un evento di beneficenza ed abbiamo scelto la casa-famiglia di Castelfranco proprio con l’idea di fare qualcosa di bello per una struttura che è del territorio, perché anche il carcere fa parte di Castelfranco e credo sia importante che dia il suo contributo. Parte del nostro personale insieme allo chef Riccardo Frattini hanno organizzato un buffet per la serata, questo ci ha fatto molto piacere perché hanno manifestato una sensibilità importante. Abbiamo avuto poi la partecipazione del telefono azzurro che ha organizzato delle attività volte ad intrattenere i ragazzi delle squadre calcistiche ed i bambini e le bambine della casa-famiglia». «Inizialmente abbiamo vissuto con pregiudizio l'idea di venire in carcere» racconta poi Suor Sheela della casa-famiglia di Castelfranco, all'ombra nello spiazzo alberato in cui i bambini si sono ritrovati a giocare, spiegando però che «la direttrice si è mostrata molto aperta ed è venuta da noi a parlare, poi ci ha invitate a fare una visita della struttura. Questo è luogo di lavoro anche di diversi padri di bambini che frequentano il nostro asilo nido, è un mondo molto diverso dal nostro cui però è importante aprirsi, per cui siamo state molto felici dell'invito».
Presenti anche un presidio della Croce Rossa, i volontari dell'associazione "Pensionati polizia penitenziaria" ed una rappresentanza istituzionale, con l'assessore Silvestri e il nuovo sindaco Gargano, che ha affermato: «Un carcere aperto sembra una contraddizione, invece è un po’ il progetto che attraverso la collaborazione con la direzione della struttura si sta cercando di portare avanti affinché più città riesca ad entrare all’interno del carcere e più carcere riesca ad interagire con l’esterno, creando quindi reali opportunità di formazione. Attraverso manifestazioni come quella di oggi interagiscono sport e solidarietà, partecipano i bambini che giocando a pallone incontrano un’educazione civica straordinaria». —
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