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Carpi, noduli tiroidei, Ramazzini al top

Serena Arbizzi
Carpi, noduli tiroidei, Ramazzini al top

Apt onlus dona una nuova apparecchiatura da 65mila euro per operare i pazienti in day surgery

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CARPI. Una donazione da 65mila euro all’ospedale Ramazzini per combattere una piaga che affligge la metà dei cittadini residenti nella provincia di Modena. Un ecografo di ultima generazione e un echolaser sono infatti stati consegnati all’Ausl per l’Unita operativa di Endocrinologia dall’Associazione pazienti tiroidei - Apt onlus di Carpi che ha promosso una raccolta fondi sul territorio. Con l’acquisizione delle apparecchiature, la struttura, diretta dal professor Giampaolo Papi, diventa l’unica a livello regionale nel servizio pubblico a eseguire la termoablazione laser (riassumibile nella sigla Lta), una tecnica micro-invasiva che trova indicazione soprattutto nei pazienti a elevato rischio operatorio e che consente di intervenire sui noduli tiroidei “benigni” senza dover ricorrere all’intervento chirurgico in anestesia generale.

Il paziente è sveglio, quindi, quando viene operato e si evita così l’asportazione della tiroide e, di conseguenza, la necessità di assumere la terapia ormonale sostitutiva per tutta la vita. Con la nuova tecnica è possibile operare in Day surgery sui singoli noduli. All’indomani dell’intervento, quindi, il paziente è già a casa.

«Questa apparecchiatura fa sì che si possano presentare prospettive interessanti sia per quanti riguarda l’assistenza ai problemi benigni, sia per fare arrivare qui pazienti provenienti da fuori distretto sanitario» ha affermato Antonio Brambilla, direttore generale dell’Ausl al quale Bruno Scotti, dell’azienda produttrice dell’apparecchiatura, ha illustrato le caratteristiche della donazione, cui ha contribuito per una parte sostanziosa Radio Bruno, oltre ad altri soggetti privati.

Quando i noduli alla tiroide raggiungono dimensioni rilevanti possono causare disturbi della deglutizione e della respirazione per gli effetti compressivi su esofago e trachea. Possono essere ridotti di volume grazie alla tecnica Lta, che si basa sulla somministrazione di energia laser che, producendo calore, causa necrosi coagulativa all’interno del nodulo, riducendone il volume. La procedura viene eseguita, ormai da alcuni anni, in Nord America, Europa e, anche in centri specializzati in Italia. E da oggi anche a Carpi, grazie alla generosità del volontariato.

L’efficacia della Lta è basata su evidenze scientifiche; la procedura è stata inserita nelle ultime linee guida delle maggiori società internazionali. Si tratta di una procedura sicura - non si sono mai registrati né complicanze gravi né, tantomeno, decessi - e di basso impatto economico per il sistema sanitario. Non lascia cicatrice residua e il paziente può recarsi al lavoro già a partire dal giorno successivo all’intervento. —




 

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