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solidarietà aLL’EX VESCOVO 

L’attacco di Carpi futura «Vicenda indecente»

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Una vicenda condotta in modo “a dir poco indecente” e un’indagine portata avanti in “modo discutibile”.

Usa toni molti forti il direttivo di Carpi futura nell’esprimere vicinanza al vescovo Francesco Cavina dopo le sue dimissioni. E, nel fare questo, critica apertamente le modalità con cui è stata portata avanti l’indagine che ha travolto il municipio, coinvolgendo anche il prelato, la cui posizione è stat completamente archiviata.

«Apprendiamo con sgomento la notizia delle dimissioni del vescovo di Carpi, monsignor Francesco Cavina - scrive il direttivo di Carpi futura - Lo sgomento deriva dall’aspetto umano per la sofferenza che traspare per aver subito una gogna mediatica ormai insopportabile; deriva anche dal constatare come questa vicenda che ha coinvolto diverse persone di Carpi nei mesi scorsi sia stata condotta in modo a dir poco indecente e abbia messo alla gogna mediatica persone rivelatesi innocenti. Come sempre succede, l’innocenza provata non basta a risanare la ferita e la macchia rimane nell’opinione pubblica e, specialmente, nella sensazione soggettiva di chi è stato coinvolto e nel suo rapporto con la comunità. Esprimiamo come lista civica Carpi Futura la nostra solidarietà e vicinanza al vescovo Cavina. Siamo stati e saremo in balia di poteri (Inquirenti? Giudicanti?) che non hanno esitato a mettere sotto intercettazione un vescovo (per quali reati poi?) e non hanno esitato a rendere pubbliche tali intercettazioni private e prive di connotati utili alle indagini».

«Questa è la macchia che rimane su di loro e che non deve rimanere sugli indagati e assolti - prosegue la lista civica Carpi futura - Saremo ancora in balia di questi poteri se autorità superiori non intervengono e, di concerto con i penalisti di Modena, chiediamo che l’autorità giudiziaria individui e neutralizzi i responsabili di tali gravissime violazioni. Difficile chiamarli “poteri forti”, più esatto chiamarli “poteri bassi ”, se non verranno individuati e neutralizzati sarà davvero una sconfitta permanente per tutti. Chissà che una indagine condotta in modo così "discutibile" non si riversi sui responsabili stessi e non si possa ripartire nella chiarezza? A volte succede». —

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