La materna Villa Prediera si prepara ai cinquant’anni
Il traguardo sarà tagliato nel prossimo anno scolastico Oltre ottanta bambini in tre sezioni miste Si imparerà anche l’inglese
PAVULLO. Si avvicina un importante anniversario per la scuola d’infanzia di Villa Prediera, che nel prossimo anno scolastico festeggerà i 50 anni di fondazione. Il rinomato asilo pavullese aprì i battenti infatti nel 1970, anche se la struttura che lo ospita, posta su un colle che domina la conca di Pavullo, è molto antica. Il nome deriva dal dialetto “preda”, ovvero pietra, e fino agli anni ’20 era la casa padronale di un grande podere della famiglia Minelli. Negli anni successivi divenne proprietà del Consorzio antitubercolare provinciale di Modena, che vi allestì il Dispensario a servizio della popolazione del Frignano. Le suore Figlie dell’Oratorio arrivarono '44, per assistere le giovani sfollate da Modena a causa degli eventi bellici. Nel dopoguerra le suore diedero corso a numerose iniziative, ospitando orfanelle, aprendo un convitto femminile per le studentesse della montagna e accudendo i figli delle donne che lavoravano nelle risaie. A fine anni ’60 le religiose acquistarono la struttura dalla Provincia e provvidero a un restauro generale. «Quando arrivai nel '62 – ricorda l’attuale Superiora suor Carla Calderoni – la casa era messa molto male, bisognava andare a letto con l’ombrello. L’impegno della Madre Generale suor Ines Bergonzini per il recupero fu encomiabile!».
Dal 1970 a oggi la comunità ha sempre gestito la scuola d’infanzia, prima solo con personale religioso, recentemente con maestre laiche abilitate. La comunità religiosa oggi conta 22 suore, alcune ospiti dei locali adibiti a casa di riposo e infermeria, mentre a curare l’assistenza spirituale è da molti anni don Carlo Maleti. Immersa nel verde di un grande parco, la scuola, con 84 bimbi in tre sezioni miste, continua a distinguersi per lo stile educativo di alto livello, improntato a uno stretto rapporto con le famiglie, e presentando un’ampia offerta formativa che include visite alla biblioteca, educazione motoria, musicale, numerose uscite didattiche, nonché recite e spettacoli per le festività e un nuovo progetto di insegnamento della lingua inglese. —
Davide Venturelli
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