Gazzetta di Modena

Modena

la sfida con il carroccio 

Regionali, nel Pd è già bagarre Ma i posti in Consiglio sono tre

Luca Gardinale
Regionali, nel Pd è già bagarre Ma i posti in Consiglio sono tre

Via agli incontri con il segretario Fava per scegliere gli otto candidati modenesi In pista tutti gli uscenti. E anche Francesca Maletti si prepara alla corsa del 2020

3 MINUTI DI LETTURA







Finite le elezioni, ci sono… le altre. Perché in casa Pd, smaltita la sbornia per la poderosa vittoria di Muzzarelli, è già tempo di pensare all’appuntamento ancora più importante, quello delle regionali, un test di valenza nazionale sia per il Pd, che farà di tutto per tenersi la sua regione-simbolo, sia per la Lega. Una sfida che, per la prima volta, vede i due contendenti dividersi anche sulla data: tecnicamente si può votare da ottobre a inizio febbraio - è buono qualsiasi giorno purché sia entro cinque anni e 65 giorni dalle elezioni precedenti - solo che il Carroccio farà di tutto per capitalizzare il momento d’oro il prima possibile, mentre il Pd ha tutto l’interesse a far slittare la partita di qualche settimana. L’ipotesi più probabile sembra quella del voto a gennaio 2020.

Stefano Bonaccini, che si ricandiderà con un’ampia coalizione che ricalcherà un po’ il modello-Modena (Pd, una lista civica di sinistra, +Europa e il movimento del sindaco di Parma Pizzarotti), ma che a differenza di quanto fatto da Muzzarelli punta ad avere anche una “lista Bonaccini” fatta da professionisti e volti noti. Una lista che al momento è allo studio e che sarà messa in piedi solo se il mondo “civico” mostrerà di crederci veramente, mettendo in campo personalità di primo piano. E mentre il presidente affila le armi per sfidare la Lega - che non ha ancora sciolto le riserve sul candidato, anche se il sottosegretario Lucia Borgonzoni resta in pole position - in via Rainusso sono già iniziati gli incontri del segretario Davide Fava con i consiglieri uscenti, i sindaci e i dirigenti del partito per individuare i candidati della nostra provincia. Un compito non semplice, dal momento che i posti in lista sono solo 8, e quelli in Regione al massimo la metà: nel 2014 il Pd modenese elesse 4 consiglieri, che diventarono 5 con la rinuncia (non proprio volontaria) di Palma Costi, chiamata in giunta, ma per il prossimo mandato i dem dovranno fare i conti su 3 posti “certi”, con un quarto che si potrebbe strappare con un ottimo risultato o con un consigliere chiamato in giunta. Detto questo, ad oggi è probabile che 5 degli 8 posti in lista siano occupati dagli uscenti, ovvero Giuseppe Boschini (città), Luca Sabattini (Castelfranco), Enrico Campedelli (Carpi), Palma Costi (Bassa) e Luciana Serri (Appennino). Nel caso di Boschini, però, ci sarà da valutare se (come probabile) sarà in campo anche l’ex presidente del Consiglio Francesca Maletti, anche se per questioni di genere (i candidati saranno 4 uomini e 4 donne) e di area (Maletti ha sostenuto Zingaretti all’ultimo congresso) la possibilità di vedere candidati entrambi non è da escludere, magari con una serie di “compensazioni” nella rappresentanza della provincia. Ad ambire al Consiglio regionale è da tempo anche Stefania Gasparini, anche se la nomina a vicesindaco nella nuova giunta carpigiana dovrebbe escludere una candidatura tra pochi mesi. Alla finestra anche Filippo Molinari, ex sindaco di Medolla, oggi capo della segreteria politica di Bonaccini. Tornando a Zingaretti, resta da vedere se la mozione che ha stravinto il congresso si sentirà rappresentata dai candidati in campo (a partire da Sabattini), o se il leader Stefano Vaccari, fresco di nomina in segreteria nazionale, vorrà avere un “suo” candidato alle regionali. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google