«Da anni rapporti chiusi con quella gente»
Il presidente dell’Unione, Prandini: «Non collaboriamo più con il centro sotto indagine. Abusi nella Bassa? Pochi casi»
«Non ci sono più legami tra i nostri Comuni e la onlus Hansel e Gretel di Torino (travolta dallo scandalo sugli affidi illeciti di Bibbiano, ndr) e comunque nei mesi scorsi abbiamo analizzato la vicenda a fondo in commissione. I dati sugli affidi da noi comunque sono bassissimi e, purtroppo visto di quanto parliamo, in linea nel corso del tempo». Luca Prandini, sindaco di Concordia e presidente dell’Area Nord, vuole rassicurare i cittadini dopo le pesantissime accuse legate all’inchiesta “Angeli e Demoni” da cui emergerebbero torture fisiche e psicologiche a decine di bambini tra cui una bambina del distretto mirandolese.
Nei giorni scorsi, infatti, si è riaperta, visti i collegamenti, la ferita mai chiusa di “Veleno” con i fatti della Bassa di vent’anni fa. «Lo ripeto - spiega il sindaco - da anni non abbiamo rapporti con quella onlus (terminati nel 2017, stando almeno alle determine di affidamento, ndr). Parliamo quindi di un mondo precedente e noi non siamo gli amministratori attivi all’epoca. Anche il personale è andato in pensione o ha cambiato rispetto a quel che accadde nella Bassa».
L’amministratore sulla vicenda, sia la vecchia sia l’attuale, va necessariamente con i piedi di piombo. «Sei mesi fa - dice Prandini - abbiamo analizzato i vecchi atti di allora a porte chiuse perché ci sono profili di privacy da rispettare».
Ma il modus operandi parrebbe riproporsi drammaticamente oggi: «Se è vero quello che leggo rispetto a Bibbiano - continua il sindaco e presidente - i responsabili devono essere puniti. Io sono molto colpito perché il servizio deve obbligatoriamente e ovviamente tutelare i minori. Se è così, la vicenda è drammatica, come è purtroppo drammatico il tema di cui parliamo anche se ricordo che i passi da fare quando si arriva a togliere un minore alla famiglia naturale sono molti e delicati. E alla fine decide il giudice del tribunale che per fortuna non si limita a giudicare un disagio, ma servono prove, servono segnalazioni del neuropsichiatra e delle altre figure professionali. Nei nostri paesi, comunque, i numeri degli affidi non sono certo aumentati nell’ultimo periodo».
Nelle prossime ore si terrà comunque una riunione di Giunta dell’Unione in cui i vari sindaci prenderanno possesso delle deleghe lasciate dai predecessori. I Servizi sociali andranno in carico, almeno per qualche mese e in attesa dell’elezione del nuovo presidente, a Michele Goldoni, primo cittadino di San Felice, che eredita l’incarico da Alberto Silvestri. «Di fronte a quanto accaduto - dice Goldoni - è doveroso un approfondimento con gli uffici dell’Area Nord. Chiederò i documenti e alcuni delucidazioni sui rapporti intercorsi con il centro reggiano e le persone coinvolte ed eventualmente si prenderanno provvedimenti per evitare situazioni non adeguate. Ma prima di poter fare ogni valutazione è mia intenzione capire lo stato dei fatti senza arrivare a conclusioni affrettate e sull’onda dell’emotività innescata da una inchiesta terribile». Goldoni poi però anticipa alcune mosse: «Non so per quanto ricoprirò la delega ai Servizi sociali, ma con la futura ridistribuzione chiederò di poter seguire alcuni settori di cui ho maggiore competenza». —
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