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cronaca

Carpi, discoteca fai da te senza alcol e droghe per proteggere i figli dallo sballo notturno

Luca Davoli ha reso disponibili gli spazi delle sue proprietà «Il nostro staff organizza feste alcol free e senza eccessi»


30 giugno 2019 Serena Arbizzi




CARPI Un grande spazio, che comprende parti all’aperto e al chiuso che realizza il sogno di un genitore: quello di proteggere i figli dagli eccessi del divertimento provocati da alcol e droghe e di farli divertire nel modo più sano possibile. Si chiama Jk, sigla che sta per “just kidding”, (letteralmente stavamo scherzando) lo staff che organizza feste nella proprietà del carpigiano Luca Davoli, papà di Giulio e Viola, in via Remesina. Un modo di divertirsi che non include l’alcol, al contrario delle usanze purtroppo sempre più in voga nelle discoteche. Un tema, questo, riaffiorato prepotente dopo che nella notte fra il 25 e il 26 maggio, un 15enne, originario di Soliera, è stramazzato al suolo dopo avere ingerito una quantità di alcolici molto elevata, durante una festa alla quale stavano partecipando 200 adolescente, in una villa a San Marino. Una moda molto frequente quella di organizzare feste tra minorenni nelle ville di Carpi.

Dopo l’episodio di cui è stato protagonista il 15enne si è levato nuovamente l’Sos dei genitori, preoccupatissimi per quello che avrebbe potuto accadere anche ai loro figli, dato che in quella circostanza era stato somministrato alcol anche ai minorenni.

Tra i marchi di fabbrica delle feste targate Jk, invece, c’è proprio l’assenza di alcolici. «Ho offerto questo spazio ai miei figli e ai suoi amici che si autogestiscono nell’organizzazione di feste senza cadere negli eccessi che, purtroppo, si vedono altrove - racconta Luca Davoli - Ormai, infatti, è noto che in tutte le discoteche, in un modo o nell’altro, ai minorenni viene somministrato alcol. Tempo fa, tramite il consigliere comunale Massimo Barbi, fummo i promotori di un’interpellanza bipartisan, portata in Consiglio comunale, ma che cadde nel dimenticatoio poco dopo. È stata una battaglia contro i mulini a vento quando basterebbe che il Comune mandasse qualche vigile in borghese a fare controlli efficaci. Fuori dai locali si continuano a vedere giovani riversi a terra che vomitano. Mentre sono riuscito a fare ragionare mio figlio Giulio e vorrei che lui e tutti i suoi amici fossero paladini di un mondo nuovo. Un mondo all'insegna del cambiamento perché non si ci può e non ci si deve arrendere. Per questo ci siamo prefissi la coerenza a un motto: More Love - More Fun. Più amore, più divertimento. Uno stile di vita. Mi piacerebbe che i giovani capissero che si può vivere così».

Perché i giovani non bevono alle feste organizzate da Davoli? «Semplice, perché sanno che da me non si può - risponde il padrone di casa - Il mio è uno spazio messo a disposizione da me gratuitamente ai ragazzi per organizzare in un ambiente sano e protetto feste private ad invito. Al “Jk” sono passati quasi tutti i ragazzi nati dal 1999 al 2001 perché giovani amici di Giulio. E ora è il turno della generazione di Viola, nata nel 2005. I ragazzi si autogestiscono lo spazio e sanno che lo devono fare senza sballare».

Nel corso delle varie feste organizzate qui i giovani hanno anche messo in piedi iniziative di beneficenza, come il Liquid Party. L’incasso delle consumazioni è stato donato all’associazione Buona Nascita onlus per un progeto in Benin. E alle ultime feste i ragazzi hanno istituito il pagamento di un euro per il guardaroba, sempre a favore di Buona nascita per un’area giochi attrezzata in Africa. —
 

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