Gazzetta di Modena

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la reazione 

Le comunità di accoglienza: «Rispettate il nostro lavoro»

Appello del Coordinamento «Siamo tutti allarmati.  Nessuna difesa per chi sbaglia ma non generalizzate né  infangate le famiglie affidatarie»

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Nessuna difesa di chi avrebbe operato contro minorenni, ma evitare processi sommari verso comunità e famiglie affidatarie. È in sintesi quanto afferma il Coordinamento Nazionale della Comunità di Accoglienza (Cnca) rispetto agli arresti a carico del sindaco di Bibbiano e di professioni e operatori collegati all’organizzazione Hansel e Gretel. Lo dichiara Liviana Marelli, responsabile Infanzia, adolescenza e famiglie del Coordinamento.

«Siamo certamente allarmati di fronte a quanto finora emerso e, laddove siano stati commessi abusi e reati quali quelli contestati - dice Marelli - i responsabili devono risponderne. Nessuna difesa per coloro che avrebbero operato a danno dei bambini e dei ragazzi negando diritti e rispetto per ogni minorenne e per ogni famiglia. La presenza di una indagine giudiziaria impone a tutti di sospendere il giudizio nell’attesa degli esiti dell’attività dei preposti organi inquirenti».

«Ciò che ci preme sottolineare - aggiunge - è che questa vicenda non sia utilizzata come un’ulteriore occasione per infangare il lavoro costante, quotidiano di molte comunità e di tante famiglie affidatarie che con passione, responsabilità e competenza accolgono e accompagnano bambini e ragazzi verso un futuro possibile e nel loro superiore interesse. Occorre, quindi, evitare improprie generalizzazioni e strumentalizzazioni facendo di tutta l’erba un fascio».

Un appello che fa il paio con quello già fatto dal procuratore capo di Reggio, Marco Mescolini che ha invitato a non mettere sotto la lente di ingrandimento tutto il sistema.

Il sistema della tutela, dell’accoglienza e dell’accompagnamento dei minorenni e delle loro famiglie, secondo Marelli, «richiede senza dubbio politiche chiare, continuative e capaci di sostenere le competenze genitoriali e prevenire l’allontanamento dei bambini e dei ragazzi dalle famiglie d’origine e contestualmente garantire la buona qualità dell’accoglienza ben utilizzando le procedure e le modalità di verifica e controllo già normativamente previste». —

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