Quel giudice di Mirandola che ha scoperchiato il caso
Luca Ramponi è il gip che ha valutato quanto fatto da procura e carabinieri Vive in città e lavora a Reggio Negli anni ’90 era adolescente
MIRANDOLA. Negli anni ’90, in pieno periodo dell’inchiesta sui presunti abusi avvenuti tra Mirandola e Finale riportati alle onore delle cronache dall’inchiesta Veleno, Luca Ramponi era un adolescente. Studiava ancora a Mirandola prima di avviare una eccellente carriera da studente universitario, che lo ha portato a diventare presto giudice in tribunale a Reggio. E sembra quasi un segno del destino che possa essere stato un mirandolese a scoperchiare un sistema - quello dei bambini tolti alle famiglie per presunte violenze sessuali e violenze - che tanto dolore aveva generato nella sua città e nell’intera Bassa. Perché Ramponi è il giudice per le indagini preliminari che ha vagliato il lavoro del pubblico ministero Valentina Salvi e dei carabinieri che hanno condotto l’inchiesta “Angeli e Demoni”. Con grande meticolosità il dottor Ramponi ha valutato ogni posizione dei 27 indagati, scegliendo anche coraggiosamente di criticare, per l’autonomia che un gip ha, alcuni passaggi delle accuse mosse dagli inquirenti.
Il giudice vive ancora a Mirandola e ogni giorno si reca a Reggio per svolgere il suo lavoro di garante anche degli stessi indagati. Fin da universitario aveva manifestato il desiderio di intraprendere la carriera di giudice a dispetto di quella di avvocato, come diversi compagni di corso hanno invece fatto. Si è laureato nel 2004 in Giurisprudenza con lode, ha poi frequentato i corsi della Scuola di Specializzazione per le Professioni legali al Dipartimento di Scienze Giuridiche ottenendo un’altra lode. Dal 2011 è in servizio a Reggio dopo aver superato il concorso e svolto un tirocinio a Bologna. —
F.D.
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