Coldiretti e le truffe biologiche: «Serve il logo Made in Italy»
DOPO LA FRODE ACCERTATA con l’operazione “bad juice”
«Con più di 6 italiani su 10 (per l’esattezzza il 64 per cento) che acquistano regolarmente o qualche volta prodotti biologici è importante garantire la trasparenza in un settore che nel 2018 ha visto un incremento delle vendite del 10 per cento».
È quanto afferma Coldiretti Emilia Romagna nell’esprimere apprezzamento per l’operazione Bad Juice condotta dall’Ispettorato centrale per la repressione delle frodi (Icqrf) e diretta dalla Procura della Repubblica di Pisa, con la collaborazione di Eurojust, che ha scoperto una maxi frode con il sequestro di 1.411 tonnellate di prodotto extracomunitario adulterato e falsamente designato "biologico" tra succhi, confetture e conserve alimentari.
«Il nostro sistema di controlli è riconosciuto tra i migliori al mondo e ancora una volta lo abbiamo dimostrato - ha dichiarato il ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio - L'operazione dell'Icqrf, con la collaborazione della Guardia di Finanza, conferma la robustezza del nostro sistema e l'impegno del ministero per la tutela dei consumatori e dei produttori italiani».
Il ministero ricorda che nei primi 4 mesi del 2019 l'Icqrf ha incrementato del 15 per cento i controlli sul biologico rispetto allo stesso periodo del 2018 e del 23 per cento gli operatori controllati.
«Con l’aumento dell’interesse per il biologico infatti - continua Coldiretti Emilia Romagna - è cresciuto anche il rischio che vengano commesse truffe con le notizie di reato che sono quintuplicate rispetto all’anno precedente secondo un’analisi di Coldiretti Emilia Romagna su dati Icqrf, con 88 casi nel 2018 rispetto ai 19 nel 2017, in molti casi proprio inerenti a falsi prodotti biologici importati dall’estero, come nel caso del succo di mela».
«In Emilia Romagna le imprese che coltivano biologico sono oltre 5.000 su 150.000 ettari di terreno. L’importante attività di vigilanza e controllo va ora sostenuta – conclude Coldiretti Emilia Romagna – con la definizione di un vero e proprio marchio per il biologico Made in Italy che garantisca una piena trasparenza ai consumatori rispetto a quanto portano in tavola in un settore che negli ultimi anni ha visto un costante incremento in doppia cifra dei consumi». —
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