FISCO FACILE Proroga al 30 settembre per i contribuenti soggetti ai nuovi indicatori ISA
Cambia la scadenza delle imposte sui redditi per i soggetti ai quali si applicano gli ISA, Indici Sintetici di Affidabilità. La novità è contenuta in un emendamento che modifica il calendario delle scadenze di tutte le imposte dovute a saldo e acconto. Il testo punta a sostituire e superare il Decreto firmato dal Ministro Tria che rinviava dall’1 al 22 luglio le scadenze dei versamenti. Non c’è quindi pace per imprese e professionisti che sono in attesa di capire quale sarà la data prescelta. Le nuove date sono state anticipate da Massimo Bitonci su Twitter e pubblicate sul sito della Camera. Il Decreto, approvato in commissione, dovrà essere convertito in legge entro il 30 giugno, ma già si parla dell’ipotesi fiducia per velocizzare i tempi. Il testo approvato specifica chiaramente che per i soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale i termini dei versamenti risultanti dalle dichiarazioni dei redditi, da quelle in materia di Irap, nonché dell’Iva sono prorogati al 30 settembre 2019. Il problema è serio, perché se da un lato la proroga serve a dare respiro a imprese e professionisti impegnati con i calcoli relativi ai nuovi indicatori, dall'altro crea un forte problema legato da un enorme gettito fiscale posticipato di quasi tre mesi. La portata di questo slittamento ha una rilevanza e un impatto finanziario sui conti importante. Possiamo permettercelo? Possiamo permetterci di posticipare di tre mesi un incasso di oltre duecento miliardi di euro ? Uno slittamento delle entrate di tale portata produrrebbe a conti fatti un maggior onere finanziario di circa un miliardo di euro, che non sono pochi. Basti pensare che ci si potrebbero costruire alcuni ospedali di medie dimensioni o ricostruire più di un Ponte Morandi. La realtà dei fatti è che questi nuovi Indicatori erano già stati messi in campo due anni fa, ma hanno visto la luce effettiva soltanto qualche settimana fa, rendendo il compito dei professionisti del settore quantomai ostico al punto che il Consiglio Nazionale dei Commercialisti e le varie associazioni di categoria hanno subito fatto pressioni.
Nello specifico gli Ordini avevano richiesto una sorta di congelamento degli Indicatori a favore di un utilizzo dei “vecchi studi”, almeno per quest'anno di transizione. Invece sono arrivate le solite proroghe, anzi, maxi proroghe estive. Il timore a questo punto è che il maggior costo dei ritardi si scarichi sulle tasche degli italiani, perché alla fine i conti dovranno pure tornare.
* dottore commercialista
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