Fattura elettronica tra ditte e privati: tante perplessità e primi intoppi
La Cna sulla nuova transazione all’Agenzia delle Entrate «Evitare sanzioni a chi non ha avuto supporti tecnici»
Fatte le debite proporzioni, l’adempimento che ha preso il via ieri (prima per le imprese con un fatturato superiore ai 400mila euro, dal 1° gennaio 2020 per tutte le altre), assomiglia un po’ alla fatturazione elettronica, solo che questa volta non sarà limitato alle transazioni tra imprese, ma a tutte quelle con i privati. I negozi, dunque, ma anche i pubblici esercizi, dai bar agli agriturismi, poi gli autoriparatori, saloni di estetica e bellezza, idraulici, imbianchini, muratori. Tutte coloro che, insomma, in un modo o nell’altro, lavorano con i privati saranno chiamate a trasmettere telematicamente i corrispettivi giornalieri all’Agenzia delle Entrate.
I NUMERI
Stiamo parlando, nella nostra provincia, di almeno 35mila imprese (circa 2.500 quelle che questo adempimento lo dovranno gestire appunto da questo mese: è il caso della Grande Distribuzione, ma anche degli spacci di imprese agroalimentari, ad esempio). Aziende che non potranno limitarsi ad emettere una ricevuta fiscale, ma dovranno rilasciare un diverso documento commerciale, oltre a dover comunicare telematicamente all’Agenzia delle Entrate gli scambi commerciali con i privati (senza dover indicare il singolo acquirente). L’Ufficio Studi di Cna Modena ha cercato di stimare anche il numero di queste operazioni nella nostra provincia: circa 408 milioni all’anno (sono invece oltre 35 miliardi a livello nazionale). Un’attività davvero immane che, però, sta creando diverse difficoltà alle imprese. Le procedure, infatti, non sono ancora ben definite (ad esempio, non si conoscono le modalità di funzionamento una app curata dall’Agenzia che dovrebbe semplificare il lavoro di tante piccole attività). Moltissime imprese stanno incontrando notevoli difficoltà sia nell’installazione dei nuovi registratori telematici, sia nell’adeguamento dei misuratori fiscali già in uso.
IL SEMINARIO
Per aggiornare le imprese su questo adempimento, che non è azzardato definire epocale, Cna ha organizzato ieri un seminario tecnico che è stato molto partecipato presso la sede in via Malavolti.
LA RICHIESTA
«Riteniamo – commenta Claudio Medici, presidente di Cna Modena – che, a causa di questi problemi, commercianti ed artigiani non possano essere sanzionati per eventuali inadempienze. C’è chi ha ordinato l’acquisto di un registratore telematico o l’adeguamento di quello in uso senza però aver ancora avuto la necessaria assistenza. Per questo riteniamo necessario un intervento urgente, ad esempio per evitare le sanzioni a chi non abbia installato gli aggiornamenti informatici adeguati pur avendole ordinate entro il 30 giugno. A loro occorre permettere di certificare i corrispettivi emettendo scontrini e ricevute fiscali senza incorrere in sanzioni, fino al decorso di 10 giorni dal momento in cui avranno a disposizione i nuovi dispositivi per trasmettere i corrispettivi». —
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