In mostra al Museo Ferrari i 90 anni della Scuderia
L’esposizione che celebra la squadra di Formula 1 più vincente di sempre Un itinerario che va dalla monoposto di Niki Lauda a quella di Schumacher
Una storia lunga 90 anni, quella della Scuderia Ferrari, che il Museo Ferrari ha deciso di celebrare con una mostra interamente dedicata alla squadra di Formula 1 più vittoriosa di sempre. Un modo per celebrare un nome che unisce tifosi di tutto il mondo; fondata a Modena nel 1929 da Enzo Ferrari, la Scuderia Ferrari è, da sempre, firma indelebile nel mondo del motorsport.
Nata come reparto corse dell’Alfa Romeo, per poi diventare indipendente nel 1939, la Scuderia, fin dall’inizio, si è fatta strada in ogni tipo di competizione motoristica. Dal 1930, quando la squadra prese parte alla sua prima manifestazione sportiva in assoluto, la Mille Miglia, alla Targa Florio, fino al primo successo ottenuto grazie al leggendario Tazio Nuvolari, per arrivare, ovviamente, alla Formula 1.
Inaugurata a inizio giugno, la mostra “90 anni” testimonia questa storia, una storia fatta di corse, asfalto, ronzii di motori e trofei sollevati al cielo; sono già moltissimi i visitatori che hanno deciso di approfittare delle ferie estive per ripercorrere questi nove decenni. Tappa dopo tappa, nelle sale del Museo, appassionati e non potranno conoscere più da vicino le auto protagoniste di questi anni: dall’Alfa Romeo 8C 2300 Spider, fino alla Sf71h, con cui l’anno scorso hanno gareggiato Vettel e Raikkonen. Fra queste due vetture sono tantissime le monoposto che restano indelebili nella memoria e nei cuori dei tifosi. Ecco quindi che, visitando la mostra, i turisti potranno vedere la Ferrari 500, quella con cui Alberto Ascari portò a casa ben due titoli mondiali di fila, prima nel 1952 e, poi, nel 1953.
Tanti sono quelli che si fermano per uno scatto alla Ferrari D50 con cui, Juan Manuel Fangio, conquistò il numero quattro dei suoi cinque titoli mondiali. E poi la fortunata Ferrari Dino 246 F1, che portò Mike Hawthorn sulla prima posizione del podio per un solo punto su Stirling Moss.
Non poteva mancare la Ferrari 156 F1 di John Surtees, quella del 1963, anno della prima vittoria del campione su due e quattro ruote. C’è anche la storia di Niki Lauda, scomparso il 20 maggio scorso: ecco quindi che i visitatori si fermano ad osservare la 312 T del 1975, con cui Lauda ha sollevato il suo primo trofeo mondiale. Un’auto rivoluzionaria questa, con il cambio posto in posizione trasversale.
Il viaggio all’interno del museo prosegue attraverso un itinerario guidato da pannelli illustrativi che ripercorrono i momenti di gloria della Scuderia, fino ad arrivare alla 312 t4 guidata da Villeneuve.
Se questo è l’anno in cui Michael Schumacher, il ferrarista più vittorioso di sempre, compie mezzo secolo, il museo non poteva non rendere un omaggio anche a lui; non si hanno ancora notizie certe circa le sue condizioni di salute ma, quel che è certo, è che il suo talento e le sue vittorie continuano ad essere nel cuore dei tifosi.
Di Michael c’è la Ferrari f2004, la monoposto del suo ultimo titolo mondiale, quello più fresco nella memoria di chi si era abituato a vedere Schumacher sfrecciare in pista, la domenica pomeriggio. Un sogno, quello di Ferrari, diventato realtà. Trentuno titoli mondiali tra cui 15 piloti e 16 costruttori; un’esposizione che celebra la determinazione e l’innovazione di una squadra che ha segnato la storia della Formula Uno. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google