«Portaci tremila euro»: imputati per estorsione
Due cinquantenni originari di Palermo sono da ieri impuntati per tentata estorsione e porto abusivo di arma. La vittima è un agricoltore di Baggiovara. Il collegio del Tribunale li processerà per una vicenda per tanti versi ancora oscura avvenuta due anni fa a Baggiovara. Secondo quanto ricostruito dalla Squadra Mobile e dalla Procura, i due si sono spacciati per guardie giurate garantendo che conoscevano il nuovo compagno (siciliano anche lui) della ex moglie dell’imprenditore agricolo preso di mira. In questo modo hanno fatto in modo di mostrarsi ben informati sulle vicende private del 57enne: erano a conoscenza della separazione con l’ex moglie e delle difficoltà, del contenzioso giudiziario in atto tra i due. Cosicché si sono offerti come intermediari, garantendo che con i loro modi spicci avrebbero convinto l’ex moglie ad abbassare le pretese e a moderare le richieste economiche nel definire la separazione. Il “servizio” costava 3mila euro. Al momento di chiudere la vicenda dai contorni estorsivi, l’agricoltore ha informato la Squadra Mobile che ha teso una trappola ai due in un bar vicino al Conad di Baggiovara piazzando cimici e arrivando ad arrestare i due al momento della consegna dei soldi. Proprio le intercettazioni ambientali saranno adesso trascritte, su ordine dei giudici. I due (difesi dagli avvocati Alberto Boni e Maura Nicolì) erano collegati anche ai casi dell’incendio della baracchina di frutta e verdura in via Vignolese e all’auto, beni della ex moglie dell’agricoltore. Vicende che saranno trattate a parte. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google