Fusioni, beffa per i Comuni Cadegiani fa di conto «Taglio di 450mila euro»
il progetto fallito
MONTECRETO E LAMA. «Se Montecreto e Lama Mocogno si fossero fusi, oggi si vedrebbero arrivare meno della metà dei contributi previsti». Lo dice Maurizio Cadegiani, portavoce del Comitato per il No, alla luce dei dati diffusi sui tagli dello Stato agli enti fusi: -5,7 milioni per 33 enti in regione.
«Vanno - spiega Cadegiani - dal 30% per i Comuni fusi prima (quali Valsamoggia, Ventasso e Alto Reno) a quasi il 58% per quelli andati a fusione in ottobre. Come Tresignana, fuso dall’1 gennaio 2019, che da un contributo “calcolato” in sede di campagna referendaria in 1,14 milioni è passato a soli 481mila. Se Montecreto e Lama si fossero fusi, sarebbero passati dagli ipotizzati 796mila euro a neanche 350mila, con un taglio di oltre 450mila euro. Sorpresa? Assolutamente no. È la legge che norma le fusioni che prevede da parte dello Stato contributi elargiti in base alle disponibilità finanziarie, che di anno in anno variano, e al numero degli enti fusi, tra i quali ha priorità chi ha una fusione più “anziana”. Lo aveva detto il Comitato, tacciato di “raccontare frottole ai cittadini”».
E qui Cadegiani lancia una domanda: «Perché politici regionali, sindaci, assessori e consiglieri si sono prestati a “sponsorizzare” operazioni di fusione senza avere certezze finanziarie? Bastava la lettura di un decreto di soli quattro articoli per capire. Hanno agito su base ideologica o vi era un altro motore che spingeva verso una scelta che solo 5 mesi dopo mette in crisi intere comunità quali quelle di Sorbolo Mezzani, Riva del Po e Tresignana? Nonostante parecchi attivisti del Si continuino a spacciarci come gli artefici di “un’occasione persa”, e pur sperando in un ripensamento sui contributi in rispetto a chi ha intrapreso quest’avventura, a noi la mancata fusione alla luce di questi dati pare decisamente un’occasione colta per il territorio montano».
Intanto, alle proteste per i tagli da parte del presidente della Regione Bonaccini e dell’assessore Petitti si uniscono quelle del deputato Pd Piero Fassino: «Tagliare le risorse per le fusioni come ha deciso il Governo è un non senso - osserva - un vero attacco all’autonomia degli Enti locali e alla loro volontà di rendere più efficiente la loro capacità amministrativa. Proprio guardando all’esperienza emiliana si possono ben constatare i benefici che derivano dalle fusioni. E bene ha fatto Bonaccini a dichiarare che la Regione continuerà a sostenerle». —
D.M.
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