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Il dottore che studia le proteine «Torno in Italia, ne sono fiero»

Anna Luna Di Marzo

Lo studio del professore Francesco Raimondi su un’importanza rivista scientifica «Dalla Germania andrò alla Normale di Pisa: anche qui è possibile fare ricerca»

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C’è un ricercatore nato e cresciuto a Nonantola che si sta facendo largo nello studio scientifico sulle proteine. Francesco Raimondi si è infatti visto pubblicare su Cell, una delle riviste scientifiche più importanti al mondo, una serie di studi effettuati con il gruppo del professor Gutkind (Universtità della California di San Diego-USA) e del professor Inoue (Università di Tohoku - Giappone). «Lo studio - spiega Raimondi - svela nuovi meccanismi di funzionamento dei recettori accoppiati alle proteine G (più comunemente noti come Gpcr), una classe di proteine di notevole rilevanza biomedica che regola numerosi processi fisiologici e patologici ed è bersaglio di un terzo dei farmaci approvati sul mercato globale. Lo studio, uno dei più esaustivi mai compiuti, ha inoltre messo a disposizione della comunità scientifica internazionale nuovi strumenti sperimentali e computazionali per lo studio di questa importante classe di proteine, con un’enfasi particolare sul loro ruolo nel cancro e sulla possibilità di reimpiegare in terapie anti-tumorali farmaci già approvati per altre patologie».

Raggiunta una elevata credibilità nella comunità scientifica, conviene fare un passo indietro per scoprire la storia di questo nonantolano illustra. Il percorso di studi di Raimondi ha inizio presso l’Università di Modena e Reggio Emilia: inizialmente consegue una laurea in biotecnologie, per poi ottenere una specialistica in biotecnologie industriali e un dottorato in chimica. Successivamente ottiene la prestigiosa borsa di studio Von Humboldt, che consente periodi di ricerca presso un’istituzione scientifica tedesca. Sono state numerose le collaborazioni intrattenute nel corso degli anni: «La collaborazione con i gruppi del prof. Gutkind e Inoue è una mia iniziativa, sostenuta dal prof. Russel, che mi ha affidato la piena responsabilità di disegnare, eseguire e supervisionare l’analisi computazionale/bioinformatica del progetto - spiega il ricercatore - Nel lavoro per la rivista Cell sono secondo autore, equally contributing, ovvero con uguali meriti rispetto al primo autore e co-corresponding author, ovvero responsabile della comunicazione e divulgazione del lavoro insieme ai due professori».

Casa dolce casa, verrebbe però da dire visto che Raimondi, che vive a Nonantola, già prepara un nuovo ambizioso progetto. «Ho grande affetto per la mia Nonantola nonostante non ci siano state le stesse opportunità lavorative che ho trovato negli anni trascorsi all’estero. Sono rientrato con la mia famiglia già da un po’ di tempo, anche se tra poco dovremo ritrasferirci. Il mio futuro è infatti a Pisa, presso la Scuola Normale Superiore, e spero tanto di poter continuare il mio lavoro di ricerca anche qui Italia. Si dice spesso che bisogna andare all’estero per poter trovare lavoro, soprattutto in un ambito come il mio. Mi auguro però di poter dimostrare che per una volta è vero anche il contrario, che si può trovar un lavoro anche qui senza bisogno di dover andarsene. È una bella opportunità». —





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