Gazzetta di Modena

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RAPINA E PESTAGGIO in via balbo 

Assalto a un magazzino: a processo tre moldavi

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Rinviati a giudizio i tre moldavi accusati dalla Procura e dai carabinieri di essere gli autori della rapina violenta compiuta nel gennaio 2017 in un magazzino della Sacca. Una rapina con pestaggio - spaccarono il setto nasale di un dipendente e lo massacrarono al volto - e una razzia di 13mila euro in contanti, 12mila euro in assegni, bolle, cellulari e anche uno zaino. Si tratta di due fratelli di 43 e 21 anni e di un loro amico e connazionale di 24 anni, tre artigiani che lavorano non lontano dal punto della rapina. E proprio questo è il punto sul quale le difese daranno battaglia a partire dal 23 ottobre, giorno in cui ieri il gup ha fissato la prima udienza del processo per rapina aggravata e lesioni davanti al Collegio del Tribunale. Infatti, la Procura e i carabinieri sostengono che i tre avrebbero preso d’assalto la rivendita di via Balbo intorno alle 18.30 vestiti con abiti assolutamente irriconoscibili e incappucciati. Nessuno di loro è infatti identificabile nonostante le buone immagini registrate dalla videosorveglianza. Ma per gli investigatori sono loro tre perché in base al tracciamento del loro segnale telefonico i tre erano agganciati al ripetitore vicino allo stadio Braglia proprio in quel momento. È i difensori, gli avvocati Athanassios Miras e Gianfranco Balugani, sostengono però che il fatto che i tre avessero i telefoni in zona al momento della rapina non prova che sia stati loro. Non solo quel giorno, sostengono, i tre lavoravano in quel posto ma erano soliti fermarsi in un locale che è un ritrovo per moldavi e rumeni che si torva proprio nei paraggi. —

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