Cimone, la neve artificiale salva la stagione più difficile
Presentato il report del Consorzio: incassi a quota 4,7 milioni. Boom di stagionali L’annuncio di Giuliano Grani: tre nuovi soci romani entrano nella proprietà
Di fronte alle precipitazioni nevose più scarse degli ultimi 30 anni, il Consorzio Cimone è riuscito a raggiungere un risultato eccezionale lo scorso inverno, che ha mostrato come non mai l’importanza dell’innevamento programmato e degli investimenti sui nuovi apparecchi.
È il dato eclatante emerso martedì sera a Sestola alla serata di gala organizzata dal Consorzio nella location da fiaba del castello per presentare report dell’attività e progetti. Fitta la schiera delle autorità, dalla Regione (l’assessore Corsini e la consigliera Serri; impossibilitato a esserci, il presidente Bonaccini ha mandato un videomessaggio) alla Provincia (il presidente Tomei), i sindaci del comprensorio, le forze dell’ordine, sponsor (Cagliari, Volvo, Bper, Vis) e tante personalità.
POCA NEVE MA TANTO SOLE
Il quadro è stato tracciato dal presidente Luciano Magnani con ampie tinte di soddisfazione. Di fronte a condizioni climatiche molto complicate infatti, il Cimone quest’inverno ha fatto un salto di qualità riuscendo a dare la garanzia - e cosa non meno importante, a trasmetterla all’esterno - che qui si scia tanto e bene comunque, basta solo un po’ di freddo per azionare aste e cannoni (molto importante l’azione dei 14 nuovi a ventola). La prova di questo è il dato sugli skipass stagionali, quelli acquistati sulla fiducia: hanno portato incassi per 376.729 euro, a fronte dei 303.559 della scorsa stagione. Un netto incremento di “affezionati”, nell’ambito di una stagione difficile che ha visto solo sei giorni di neve contro i 22 della scorsa. Ovvero, 152 centimetri di neve (solo 95 fino a marzo e 57 fino al 7 aprile) contro 650.
Il sole però ha baciato per 70 giorni, contro i 52 del 2017/2018. Bel tempo e freddo pagano quasi di più di una bella nevicata: il bilancio si è chiuso con un incasso di 4.652.000 euro per 117 giorni d’apertura (media giornaliera di 39.760 euro). L’anno scorso si era arrivati al record (degli ultimi anni) di 6.245.882 euro, ma con 143 giorni di attività (media giornaliera di 43.677). Se si fosse potuto aprire un po’ prima rispetto al 15 dicembre (perso il ponte dell'Immacolata), il gap sarebbe stato ridotto ancora di un bel po’. Da notare la sostanziale tenuta degli incassi feriali: 1.306.164 euro contro 1.426.218 del 2017/18.
IL NUOVO DIRETTORE
«Il Consorzio ha trasmesso credibilità e sicurezza di sciare grazie alla nostra organizzazione - ha sottolineato Luciano Magnani - per questo un plauso al neodirettore Andrea Magnani che nel suo primo anno in carica ha dimostrato professionalità, competenza e grande passione, in continuità col lavoro svolto da Luigi Quattrini». Il direttore storico di pista che però non è in pensione: «Lui è la storia ma anche il presente - ha rimarcato lo stesso Andrea Magnani - perché con lui il confronto sulle cose da fare è giornaliero. Ed è il tecnico incaricato di seguire gli importanti progetti di sviluppo resi possibili dall’arrivo dei fondi statali». È stato fatto anche un gran lavoro di incremento della sicurezza sulle piste: «Su 558 incidenti, in nessun caso è stata avviata una contestazione legale per la gestione» ha evidenziato Luciano. Con queste credenziali, il Cimone si è aggiudicato due importanti appuntamenti: il 39° Campionato italiano sci alpino e snowboard del Comitato italiano sport invernali bancari (Cisib) che si svolgerà il 23/24 febbraio (con tappa alle Piane per il fondo, confermando la sinergia vista a marzo col Gp Giovanissimi), e subito il 25-26 il ritorno delle nazionali femminili in gara.
ENTRANO SOCI ROMANI
In chiusura, un’importante novità sul fronte proprietario: Giuliano Grani ha annunciato l’ingresso al 20% nella Zerolupi-Ottolupi di tre nuovi soci romani guidati dall’avvocato Francesco Tomasso. Un’operazione di cui si è fatto tramite il commercialista vignolese Luca Mandrioli, che ha già gestito impianti in Trentino a Folgarida e Marileva. «L’opportunità è nata un anno fa - ha spiegato Grani - quando Luca ci ha presentato queste persone fortemente intenzionate a investire nella montagna: abbiamo trovato in fretta l'accordo per estendere la società». Di cui lo stesso Mandrioli farà parte nel board di controllo, quale figura di riferimento. Da Grani un sentito ringraziamento a tutti gli operatori (85 nello staff) e a Luciano Magnani in particolare: «È lui il valore aggiunto del Cimone - ha detto- ricopre il ruolo di presidente con una passione incredibile, è sul pezzo tutti i giorni e con un impegno straordinario nel fare le cose. Sono fortunato ad avere vicino persone così». —
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