Emergenza abitativa «Rendete disponibili i vostri alloggi sfitti»
Gibertoni del Centro d’ascolto lancia l’Sos contro gli sfratti «Finora hanno aderito in due, ma non è sufficiente»
Un Sos lanciato ai proprietari di immobili sfitti, perché li mettano a disposizione delle famiglie con difficoltà economiche.
L’appello arriva da Porta aperta, associazione impegnata da decenni sul territorio a sostegno, su diversi fronti, delle persone non abbienti. E fa parte di un progetto che si chiama “Non solo una casa per ripartire”, finanziato in parte dal Ministero per le politiche sociali, in parte dall’Unione delle Terre d’Argine.
Finora sono due gli alloggi messi a disposizione, ma sono del tutto insufficienti a colmare l’enorme richiesta. Per questo Porta aperta fa leva sulla sensibilità dei proprietari.
«Il progetto è uno dei quattro scelti e finanziati - spiega Alessandro Gibertoni, responsabile del Centro di ascolto Porta aperta - Siamo capofila insieme a Dedalo, La Tenda, circolo Anspi Eden, Anspi Madonna della neve, Effatà, Il mantello e Circo Strass. L’emergenza abitativa è drammatica. Il mercato è ingessato da anni e, così, abbiamo presentato il progetto di social housing. Le famiglie troverebbero un tetto e i proprietari troverebbero garanzie di solvibilità nella vasta esperienza maturata da Porta aperta».
Il finanziamento per il progetto ammonta, in totale, a 22mila euro: 6mila provenienti dal Ministero, i rimanenti dall’Unione.
«Non vengono erogati contributi direttamente alle famiglie - aggiunge Gibertoni, addentrandosi nelle modalità in cui viene gestita l’iniziativa - La voce di budget più importante è rappresentata dall’educatore, una figura che affianca le famiglie e le aiuta e cercare lavoro e casa. Ricordiamo, infatti, che la soluzione abitativa proposta con “Non solo una casa per ripartire”, come suggerisce il nome stesso, è provvisoria. Il nostro fine è quello di rendere autonomo il soggetto che ne beneficia. In altre occasioni, invece, vengono offerti sostegni di altro tipo, come il pagamento delle spese condominiali».
L’obiettivo dell’appello, quindi, è «di allargare la rete delle case disponibili all’accoglienza. Uno scopo da sempre perseguito da Porta aperta che in questi 30 anni - conclude Gibertoni - ha prestato attenzione particolare all’emergenza abitativa per alleviare situazioni di sfratto con contratti calmierati. Il settore pubblico fa quello che può a fronte delle tante famiglie che fanno richiesta di una casa. E, quindi, siamo scesi in campo con questo progetto». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
