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«I rifiuti ravennati saranno bruciati a Modena»

«I rifiuti ravennati saranno bruciati a Modena»

L’accusa di Galli (Fi) dopo lo stop all’inceneritore romagnolo. La Regione: «Fantascienza». Bonaccini dice no a Roma

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Nuova battaglia tra la giunta regionale e le opposizioni. Il campo dello scontro è ancora una volta quello degli inceneritori. Il casus belli è l’annuncio della chiusura di quello di Ravenna e a lanciare le schermaglie il consigliere di Forza Italia Andrea Galli: «Con lo stop all’inceneritore di Ravenna vi sarà un incremento del conferimento dei rifiuti negli altri impianti regionali di smaltimento e, di conseguenza, dei tassi di inquinamento negli altri territori con la possibilità di arrecare danni ambientali non uniformemente distribuiti». Nell’interrogazione presentata in Regione, Galli chiede come mai «i rifiuti speciali e non differenziati verranno conferiti solamente a Modena ove vi è già stata una situazione emergenziale» rendendo la città geminiana «la principale struttura di smaltimento del territorio provinciale, regionale e nazionale» di rifiuti non differenziati e speciali. Gli risponde l’assessore regionale all’Ambiente Paola Gazzolo: «Lo spostamento presunto dei rifiuti del ravennate nel modenese, ipotizzato da alcuni politici è fantascienza: rimaniamo ai fatti, senza prefigurare retroscena. Il Piano regionale è stato discusso in Aula e dovrebbe essere chiaro a tutti i Consiglieri. Ci siamo avviati per una riduzione progressiva dell’indifferenziata e un aumento della differenziata favorito anche dalla tariffazione puntuale. Da qui non si torna indietro e spiace constatare che una buona notizia - i risultati di buone politiche e dell’impegno di amministratori e cittadini - venga distorta da falsità immotivate». Sulla chiusura dell’impianto romagnolo aggiunge che «quando si parla di ambiente e salute bisognerebbe provare a fare uno sforzo per uscire dai localismi e pensare in una logica di comunità. Un termovalorizzatore che chiude è un’ottima notizia non solo per il territorio circostante ma per tutta l’Emilia-Romagna».

E sempre sul delicato temi dei rifiuti, durissimo l’intervento del governatore Stefano Bonaccini che ribadisce il no al pattume romano: «Non ho dubbi che Roma sia in emergenza rifiuti, come sostiene l’amministratore delegato di Ama (azienda di rifiuti della capitale). Lo informo però che in Emilia-Romagna non abbiamo mai fatto battaglie ideologiche sugli inceneritori: noi gli impianti li abbiamo realizzati quando era necessario; e li abbiamo chiusi quando era possibile. L’amministrazione di Roma, che non ha realizzato gli impianti, non ha fatto la raccolta differenziata e ha i rifiuti per strada, confida sempre che se li prenda qualcun altro. Noi lezioni sugli impianti da Ama non ne prendiamo. E stavolta non prendiamo nemmeno rifiuti». —

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