«Ex Amcm svenduta» Parte l’esposto alla Corte dei Conti
“Modena Volta Pagina” denuncia un danno per milioni «Il Comune ha ceduto gli immobili alla metà del prezzo»
Un esposto alla Corte dei Conti per fare luce sulla situazione, ma anche un appello al Comune affinché faccia un po’ meglio i conti sul suo patrimonio immobiliare e sospenda la cessione. A promuoverli è la lista civica Modena Volta Pagina, che torna così sulla riqualificazione del comparto ex Amcm, al centro di un ampio progetto che porterà alla nascita di un polo culturale, un supermercato e una sessantina di nuovi alloggi. Progetto che secondo la lista civica, come spiegato alla vigilia delle elezioni amministrative, è partito male: per Volta Pagina, infatti, l’amministrazione ha svenduto il proprio patrimonio, cedendo le palazzine (in cambio dei lavori) al Raggruppamento temporaneo di imprese guidato da Cmb a un valore pari a meno della metà di quello effettivo. Così, il 27 giugno, i rappresentanti del movimento civico hanno presentato un esposto al procuratore regionale della Corte dei Conti: «Secondo i nostri conteggi - spiega l’architetto Ezio Righi, ex dirigente comunale - l’amministrazione subisce un danno patrimoniale di diversi milioni di euro nella convenzione concordata con il Raggruppamento di imprese. E dal momento che il Comune non ha voluto rispondere alle nostre domande, di fronte a questo atteggiamento di totale chiusura non ci è rimasto che presentare un esposto».
Esposto che ripercorre le vicende relative alla valutazione degli edifici: «Applicando con criteri prudenziali i parametri e il procedimento di calcolo prescritti dal regolamento estimativo di cui si è dotato il Comune - si legge nel documento depositato alla Corte dei Conti - il loro valore risulterebbe di 12.272.369 euro, mentre secondo il quadro economico dell’offerta presentata dalle imprese, il valore degli immobili è di soli 5.735.000 euro, cioè meno di metà. É singolare che il Comune abbia accettato acriticamente questa valutazione - continua l’esposto - sia in sede di autorizzazione alla loro cessione con deliberazione consiliare 52/2018, sia nell’atto consiliare di adozione del programma di riqualificazione nel dicembre dello stesso anno». L’architetto Righi fa inoltre notare che «è singolare che il Comune abbia così tardivamente incaricato il Collegio dei periti del Servizio patrimonio di procedere alla valutazione degli immobili: secondo quanto è ufficialmente riferito nelle controdeduzioni alle osservazioni presentate al programma di riqualificazione, il Collegio dei periti si è riunito per la prima volta il 27 febbraio 2019, due giorni dopo la presentazione dell’osservazione in cui Italia Nostra ha eccepito l’assenza di qualsiasi valutazione. Concludendo i suoi lavori il 14 marzo 2019, il Collegio ha stabilito in 8.214.750 di euro il valore degli immobili, con una sostanziale riduzione rispetto al valore risultante dall’applicazione del regolamento estimativo: contraddizione che sorprende, in quanto è il medesimo Collegio ad aggiornarlo. Contraddicendo però queste conclusioni dei periti, la nota inviata dal Servizio patrimonio in data 20 marzo 2019 ha comunicato il valore degli immobili in 5.641.738, ovvero 93.262 euro in meno rispetto alla valutazione delle imprese». Secondo Volta Pagina, dunque, «nell’accordo fra Comune e Rti c’è stata una sottovalutazione delle aree divenute edificabili e degli edifici ceduti. Inoltre, individuiamo una supervalutazione delle opere pubbliche che le imprese sono impegnate a realizzare, che in realtà corrispondono agli oneri di urbanizzazione a carico del privato». Ora la palla passa alla Corte dei Conti, anche se Volta Pagina rivolge un appello al Comune: «Auspichiamo che facciano meglio i conti - chiude Righi - e sospendano la cessione». —
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