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A TORINO BLITZ CON SETTE ARRESTI  

Incidenti a Venaria per il G7: nei guai 3 autonomi modenesi

Carlo Gregori
Incidenti a Venaria per il G7: nei guai 3 autonomi modenesi

Sono attivisti del Guernica che cercarono di superare il cordone della Zona Rossa aggredendo a calci la polizia. Salvini: «Per gli estremisti rossi la pacchia è finita»

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Tre attivisti del centro sociale Guernica di Modena sono stati colpiti dal provvedimento della Procura di Torino che ieri ha portato a sette arresti e dieci misure cautelari per gli scontri avvenuti tra il 28 e il 30 settembre 2017 a Torino centro e a Venaria in occasione del summit G7. Si tratta di un 21enne, un 22enne e un 23enne ritenuti dalla Digos capi del centro sociale modenese. Per i tre autonomi è stato disposto l’obbligo di firma. Le accuse mosse contro di loro riguardano un tentativo fatto la mattina del 29 settembre 2017 di violare la Zona Rossa. In sostanza, secondo al ricostruzione della Digos di Torino, tenendo alto uno striscione con scritto “Noi giganti voi 7 nani” i tre modenesi verso le 10 avrebbero preso parte al corteo pacifico degli studenti che marciava per le strade intorno al centro di Torino, blindata per il meeting dei leader mondiali. Arrivati all’altezza di corso Vittorio, i tre avrebbero tentato un’incursione all’interno della Zona Rossa - interdetta al pubblico perché lì alloggiavano i leader - percorrendo una strada laterale, via della Rocca. Ma il blitz è finito poco dopo con un “contatto” con la polizia. Secondo l’ordinanza i tre avrebbero sferrato calci agli agenti .

Per questo episodio i tre del Guernica sono ora indagati per violenza aggravata a pubblico ufficiale. Per raccogliere fondi per le spese legali, il centro sociale ieri ha annunciato di aver organizzato per questa sera dalle 18 in via Carteria un aperitivo.

Sulla scorta delle dichiarazioni del centro sociale torinese “Askatasuna”, il Guernica e gli altri centri sociali interessati al provvedimento sostengono che si tratta di «una giustizia ad orologeria che nella maggior parte dei casi non va a punire dei reati ma fa un processo alle intenzioni». «I fatti contestati come reati non sono così rilevanti ed efferati come vogliono far credere. Sono atti di resistenza a pubblico ufficiale tipici delle manifestazioni di piazza -ha spiegato Dana Lauriola di Askatasuna- in più alcune misure sono partite nei confronti di persone che non hanno commesso nessun atto perseguibile: è stato fatto un processo alle intenzioni».

In tutto sono state 17 le misure cautelari per i gravi episodi di violenza in occasione del G7 di Venaria. Le accuse sono violenza aggravata a pubblico ufficiale ed esplosione di ordigni e materiale esplodenti. I provvedimenti hanno riguardato 17 militanti del centro sociale torinese “Askatasuna”, della fiorentina “Autonomia Diffusa Ovunque”, del modenese “Spazio Guernica”, del collettivo romano “Sapienza Clandestina”, dell’“Ex Caserma Liberata” di Bari e dei “Centri Sociali - Nord Est” di Venezia. L’analisi dei video ha individuato 52 persone, tutte denunciate. Soddisfatto il ministero dell’interno Matteo Salvini: «In Italia è ovviamente garantita la libertà di manifestare ma non c’è tolleranza per i violenti, soprattutto se aggrediscono donne e uomini in divisa. Anche per gli estremisti rossi, troppo spesso coccolati da certa sinistra, è finita la pacchia». —

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