«Rifiuti di Ravenna nell’inceneritore» Silenzi e smentite ma è scontro aperto
Galli (Fi) sfida la Regione dopo lo stop all’impianto romagnolo «Una parte dei rifiuti finirà per forza nei forni di via Cavazza»
Non molla la presa il capogruppo di Forza Italia in Regione Andrea Galli sul caso dell’inceneritore di Ravenna.
L’annuncio arrivato da Bologna nei giorni scorsi è che l’impianto romagnolo, che è anche uno dei più obsoleti, entro la fine dell’anno andrà in pensione. E Modena cosa c’entra in tutto ciò? Secondo il forzista Modena avrebbe un ruolo molto importante - se non centrale - nella vicenda: infatti i rifiuti che dall’anno prossimo non saranno più bruciati a Ravenna verranno in buona parte trasferiti altrove, ovvero anche nell’impianto di via Cavazza. Un’ipotesi che l’assessore regionale all’Ambiente Paola Gazzolo ha etichettato come «fantascienza».
«L’assessore forse crede che i cittadini emiliano romagnoli abbiano perso il senno - ribatte nuovamente Galli - È evidente come la chiusura dell’inceneritore di Ravenna obblighi la Regione a spostare le 56mila tonnellate di immondizia lì bruciate nel 2018 negli altri impianti della regione, in particolare a Modena, dove già lo scorso anno è stata sforata di oltre 10mila tonnellate la quantità di rifiuti speciali smaltiti in discarica e dove la capienza dell’inceneritore, 240.000 tonnellate, è doppia rispetto al fabbisogno del territorio».
L’attacco di Galli prosegue su tutta la linea tracciata da Stefano Bonaccini. Il governatore, infatti, nei giorni scorsi aveva ribadito come la chiusura dell’impianto romagnole fosse possibile grazie agli alti livelli di differenziata raggiunti da Ravenna.
Idea non condivisa da Galli: «La scelta di chiudere l’inceneritore di Ravenna non è affatto legata a un improvviso amore per l’ambiente da parte del Partito Democratico, ma semplicemente alla volontà della Regione di ottimizzare la rete impiantistica di smaltimento dell’immondizia favorendo in questo modo Hera. La multiutilty così può risparmiare sui costi di gestione facendo “migrare” i rifiuti in altre province, via camion immagino; discorso ben diverso, ma economicamente svantaggioso per Hera, sarebbe stato ridurre proporzionalmente ovunque la quantità bruciata. Ma a questo la giunta Bonaccini nemmeno ha pensato».
Attacco nemmeno tanto velato da parte di Galli sia a Hera che alla Regione. La multiutility, contattata, ha preferito non commentare le accuse da parte del consigliere di Forza Italia, trincerandosi dietro a un “no comment” e riferendo che l’unico ente autorizzato a commentare è la Regione stessa.
Galli lancia poi una provocazione all’ente: «Se le cose non stanno in questo modo siamo pronti a sfidare l’assessore Gazzolo a dichiarare che né a Modena né in altre province emiliano romagnole arriveranno rifiuti ravennati. Nel caso in cui l’assessore facesse questa dichiarazione ci preoccuperemmo ancora di più perché vorrebbe dire - conclude sarcasticamente Galli - che a Ravenna la spazzatura la buttano in mare…»
La Regione aveva già risposto a Galli due giorni fa, tramite le parole dell’assessore Gazzolo che aveva escluso categoricamente che i rifiuti ravennati sarebbero arrivati nell’impianto modenese e che comunque la chiusura di un impianto è una buona notizia per tutti, soprattutto in un’ottica regionale e che non guarda esclusivamente al locale. Per questo motivo ieri ha preferito non replicare ulteriormente alle parole del forzista. —
GIB
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