Gazzetta di Modena

Modena

bloccato dalla polizia 

Tenta di evadere dal Sant’Anna bucando la parete della cella

S.TO
Tenta di evadere dal Sant’Anna bucando la parete della cella

L’uomo aveva rotto la botola con i cavi elettrici della tv e si era calato in un cavedio Il Sappe: «Bisogna adottare nuove misure di sicurezza»

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Il suo piano era ingegnoso anche se, nella parte strettamente pratica, era piuttosto semplice da portare a termine. Si può sintetizzare con un classico di ogni fuga dal carcere: fare un buco, da qualche parte, e poi calarsi sino a raggiungere l’esterno e la libertà. Ma l’evasore non ha fatto i conti con qualche effetto collaterale che proprio il suo piano di fuga aveva creato all’interno dell'istituto e le guardie penitenziarie del carcere di Sant’Anna lo hanno ben presto individuato e messo al sicuro. È accaduto l’altra sera, quando nel nostro carcere improvvisamente si sono verificati alcuni black out, subito segnalati dai detenuti: stop alla luce, stop alla televisione e inizio di proteste e richieste d'intervento. Sin da subito si pensato ad un guasto e così, come è uso in questi casi, è stato chiamato “in servizio” il detenuto lavoratore, un elettricista appunto, per andare nella zona delle centraline, nei sotterranei, a verificare cosa fosse accaduto e a risolvere così l'eventuale guasto. Il detenuto elettricista scortato ovviamente dalla polizia, ha fatto per entrare nell’area delle centraline quando ha visto un’ombra. «Io là non ci vado, andate avanti voi» ha riferito alle guardie. I poliziotti hanno controllato e hanno scoperto che quell’ombra altro non era che uno dei detenuti. Uno straniero che in mano aveva un estintore e non voleva, ormai arrivati a quel punto, arrendersi tanto facilmente. Con fatica è stato bloccato dai poliziotti. Il giovane si era calato da un cavedio interno e aveva raggiunto così la zona dei sotterranei e delle centraline. Ma come aveva fatto? Un'ispezione nella sua camera di detenuto, che si trova al terzo piano dell’istituto penitenziario, ha svelato il modo: l’uomo aveva rotto una specie di guaina in plastica che protegge i cavi del televisore. Cavi che finiscono in una specie di “botola” nel muro: lui l’ha forzata, è riuscito a crearsi uno spazio, quel tanto che basta bypassare la parete, per uscire dall'altra parte ed affacciarsi così nel cavedio, nel quale si è calato aiutandosi con appigli, tubature e anche alcuni cavi elettrici. Alcuni cavi però, nella sua operazione, sono stati tranciati o si sono scollegati, da qui i black out nel carcere.

Il sindacato Sappe, che ha reso noto con una nota quanto è accaduto al Sant’Anna, stigmatizza la situazione: «È auspicabile - affermano Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe e Francesco Campobasso, segretario nazionale - che i vertici dell'istituto adottino idonee iniziative tese a ripristinare adeguate condizioni di sicurezza, al fine di evitare che lo stesso detenuto e altri possano compiere atti del genere». —

S.TO

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