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Al Mongol Rally con la pasta italiana per beneficenza

Nicola Calicchio
Al Mongol Rally con la pasta italiana per beneficenza

L’avventura di Tommaso, Simone e Azelarab di Campogalliano partirà tra due settimane a bordo di una Panda . Destinazione del Pastafarian Team. Partner del trio è l’organizzazione “Bambini nel Deserto: il lontano Paese asiatico con le sue avventurose strade

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CAMPOGALLIANO. Il trascinatore (Tommaso Cossu), il cuoco (Simone Schiavi), l’ingegnere (Azelarab Madkour). Sono i tre 25enni di Campogalliano che hanno fondato il Pastafarian Team e prenderanno parte, dal 21 luglio al 16 settembre, al “Mongol Rally 2019”, la Charity Run più famosa e seguita al mondo.

Per loro 35mila i chilometri da percorrere. Oltre a correre la Mongol Rally, la... cucineranno, con oltre 22 ricette dove la pasta italiana avrà un ruolo di rilievo. Charity Run, ormai nota nel mondo, è un evento benefico. Lo scopo di ogni equipaggio è di raccogliere denaro per finanziare le associazioni benefiche partner attraverso sponsorizzazioni e/o contributi individuali dei propri sostenitori.

Partner del trio della Città della Bilancia è l’organizzazione “Bambini nel Deserto”. A tale scopo oggi dalle 20, si svolgerà un apericena a buffet presso l’Oratorio di Campogalliano, il cui ricavato verrà donato all’organizzazione umanitaria. Per partecipare al rally vi sono regole da rispettare: impiegare un veicolo da mille euro, niente Gps, utilizzare al minimo le autostrade, il tragitto da percorrere fino alla meta deve essere a discrezione di ogni equipaggio e altro ancora.

Perché la Mongol Rally?

«Perché è la più folle, goliardica ed impegnativa corsa dilettantistica esistente – spiegano Tommaso, Simone e Azelarab - Perché è l’evento che, nelle sue 14 edizioni, ha raccolto più fondi di ogni altro. Perché attraversa metà del mondo, toccando 22 nazioni. Perché lascia spazio alla creatività e perché permette ad ogni equipaggio di scegliere a quale associazione devolvere il ricavato della propria raccolta fondi».

Avete già tracciato il vostro percorso?

«Abbiamo già la nostra idea. Storicamente la linea di partenza della corsa è stata il Goodwood Circuit, in Inghilterra. La linea del via è stata spostata per l’edizione 2019 in una località segreta a 30 chilometri da Praga, in Repubblica Ceca. Il punto di arrivo, raggiunta e attraversata la Mongolia, sarà la città di Ulan Ude, in piena Siberia Russa, 500 chilometri a nord di Ulanbaatar».

Partite con la scorta di pasta italiana, da questo il nome Pastafarian Team?

«Il nostro obiettivo è preparare 22 ricette per altrettanti paesi. Spaghetti al tonno per gli iraniani; aglio, olio e peperoncino per gli uzbeki; insegneremo ai Tagaki a non scuocere le mezze penne; ai mongoli che nella carbonara non ci va la panna. La parte migliore di un viaggio sono i momenti di vita quotidiana che si trascorrono con le persone che incrociano il tuo cammino. E quale migliore momento di condivisione se non quello del condividere un pasto caldo a fine giornata, meglio ancora se questo piatto caldo è italiano?».

Il vostro partner è la modenese Bambini nel Deserto.

«Si propone di sostenere un futuro migliore per i bambini, e per la loro comunità d’appartenenza, nei paesi in via di sviluppo dell’Africa. Realizza progetti e programmi d’intervento diretti e concreti nei paesi del Sahara e del Sahel». —
 

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