La Festa de l’Unità diventa “Casa Emilia” e aspetta Reggio
Un nuovo nome per il tradizionale appuntamento a Ponte Alto del Pd Il segretario Fava: «Attendiamo una risposta dai “cugini” entro dieci giorni»
La sensazione da trasmettere è un po’ quella della “rezdora”: accogliente, rassicurante e sempre pronta a farti sentire in famiglia. E’ il concetto di “Casa Emilia”, il nome scelto per la Festa provinciale de l’Unità che aprirà i battenti a Ponte Alto il 23 agosto per andare avanti fino al 16 settembre. Una festa aperta a tutti, insomma, a partire dai democratici reggiani, che nei prossimi giorni decideranno se portare a Modena un “pezzo” di una delle più grandi feste italiane del partito, che per mancanza di posto e (soprattutto) per motivi di bilancio quest’anno non si farà. E mentre a Ponte Alto i lavori sono in corso da settimane, a indicare la strada che porterà alla festa è Davide Fava, segretario provinciale del Pd: «Per noi l’Emilia è casa - spiega - e lo è anche la Festa de l’Unità. Per questo abbiamo scelto “Casa Emilia” come slogan di una festa aperta a tutti, la cui struttura sarà simile a quella dell’anno scorso, mentre tra le novità ci sarà un sito web dedicato alla kermesse e facilmente accessibile anche da cellulare. Una festa accogliente, dunque, tanto che a Ponte Alto potrebbe arrivare anche un “pezzo” di FestaReggio, che quest’anno non sarà organizzata per motivi economici e di spazi: «A Reggio abbiamo dato piena disponibilità - spiega Fava - anche perché lì c’è una grande festa, una festa viva, ma hanno avuto problemi strutturali, per cui quest’anno non riusciranno a organizzarla. E visto che anche noi, se fossimo nella stessa situazione, apprezzeremmo e valuteremmo con attenzione la possibilità di essere ospitati da un’altra grande festa vicina, abbiamo dato la nostra disponibilità a Reggio, con la logica dell’“aggiungi un posto a tavola”: se qualcuna delle loro gestioni ha bisogno di uno spazio, insomma, da noi questo spazio c’è». Una decisione che ora spetta al Pd reggiano, che ha ufficializzato la rinuncia a organizzare FestaReggio per il 2019 - un’iniziativa politica di dimensioni più ridotte in città ci sarà, ma in autunno - mentre per il 2020 si punta a tornare al Campovolo: al momento, l’ipotesi è quella che la festa modenese ospiti uno o due ristoranti gestiti dai volontari reggiani, che ovviamente si porterebbero a casa anche i compensi di queste attività, dando allo stesso tempo la possibilità ai democratici che vivono dall’altra parte del Secchia di frequentare una festa provinciale almeno in parte reggiana. «Il mondo dei volontari non si muove come un’azienda - riprende Fava - dunque spetterà a loro decidere qual è la soluzione migliore: di certo, ognuno a Ponte Alto si deve sentire a casa, e se decideranno di venire qua, noi faremo del nostro meglio affinché sia così». Una risposta che il Pd modenese aspetta «entro una settimana-dieci giorni - spiega ancora il segretario - in modo da poterci organizzare al meglio dal punto di vista logistico». Nel frattempo, nell’area della festa fervono i preparativi per stand e ristoranti, mentre il ritrovato clima di collaborazione con Articolo Uno (tanto che alle elezioni europee la lista era comune) ha fatto tornare a casa qualche volontario: «La festa de l’Unità è la festa de l’Unità - sorride Fava - e già l’anno scorso abbiamo avuto diversi esponenti di Articolo Uno, da Pierluigi Bersani a Maria Cecilia Guerra…». E se per il programma politico 2019 bisognerà aspettare ancora qualche settimana, il Pd modenese farà il possibile per portare a Modena anche qualche esponente di governo: «Ci proveremo - chiude Fava - anche se viste le risposte arrivate l’anno scorso, non abbiamo grandi aspettative…».
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