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Frassineti si veste da Far West Goliardia e cucina. Oggi il clou

D.M.
Frassineti si veste da Far West Goliardia e cucina. Oggi il clou

La festa biennale ieri ha fatto il tutto esaurito, pronti per il gran finale “Wild Frax” propone le prigioni, il saloon, il cimitero di Sad Hill... 

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STORIA E PASSIONE

PAVULLO. Non potevano che essere le note di Ennio Morricone in “C’era una volta il West” a dare l’avvio solenne, venerdì, alla tre giorni della grande festa biennale di Frassineti che porta l’incantevole borgo pavullese in un “fuoriluogo”. Nel 2017 fu ambientazione balneare, stavolta si è pensato a un viaggio nelle atmosfere western «perché siamo la frazione più a ovest di Pavullo, anche un po’ ribelle» ha sottolineato lo “sceriffo” Marco Venturelli, con tanto di super baffoni. In caso di eccessive intemperanze, si è preparato una perfetta prigione d’epoca con tanto di angolo impiccagione e la mini-ricostruzione del cimitero di Sad Hill, dov’è ambientato il finale de “Il buono, il brutto e il cattivo”.

Ma “Wild West Frax” è tutto un inno alla fantasia e la goliardia, grazie a tasselli d’ambientazione preparati in un mese di lavoro: dai balloni di fieno a forma di indianino sorridente che accoglie all’ingresso, alla carrozza ottocentesca prestata dal ranch “Il Mulino” di Miceno, la cassa tenuta dalle ragazze cowboy, il saloon del Marangon (ricavato da Matteo Marchetti e soci nella vecchia falegnameria del nonno), le rotaie che si perdono nel verde, la banca con i sacchi di dollari appesi all’esterno, l’insegna dell’Ok Corral a dare il benvenuto nel borgo, e molto, molto altro negli spazi messi a disposizione da Paolo Ricci (il direttore dell’Ac Calcio Polinago) e dai paesani.

Soprattutto, una cucina d’eccellenza allestita nel vecchio fienile (la teggia) con un esercito di volontari a preparare borlenghi, crescentine (anche senza glutine), polenta, gnocco fritto. Ieri sera il pienone, e oggi il clou: doppio concerto alle 21.30 con al pozzo i Nibada (quartetto jazz guidato da Dora Spanò) e in piazzetta il country dei Beer O’Clock. A cornice, pesca, giochi, due mostre d'arte (Franca Gualmini e Lorella Cigarini), una di attrezzi di una volta. E allegria. —

D.M.

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