Modena. In centro sosta selvaggia e divieti ignorati: «Ognuno fa come vuole»
In via Cesare Battisti, via Farini e corso Canalchiaro decine di vetture in multa. I residenti: «Ok pedonalizzare, ma occorrono regole chiare e che siano rispettate»
MODENA. Auto e centro storico: si può fare di più e meglio.
Il cuore di Modena, in un sabato mattina di luglio in cui il sole la fa da padrone, è come sempre pieno. Turisti a passeggio e tanti modenesi attirati dai primi saldi. L’atmosfera è ideale, ma per migliorarla ulteriormente, due giorni fa, è arrivata la proposta di Confesercenti: «Pedonalizzazione, con lo stop alla sosta permanente dei mezzi privati».
In alcune vie della città la situazione è già così, ad esempio in una delle strade dello shopping, la deliziosa via Cesare Battisti. Qui, però, dove negozi e locali si alternano sotto gli striscioni evocativi della Motor Valley, gli automobilisti fanno un po’ quello che vogliono. Un evidente cartello di divieto di sosta e fermata viene bellamente ignorato. Dapprima da un furgone di un noto marchio della grande distribuzione che si ferma senza problemi ed effettua le consegne; poi da un paio di mezzi privati, che parcheggiano a sinistra senza preoccuparsi del cartello. «Qui è sempre così - spiega una negoziante - si fermano in continuazione davanti alla vetrina. Se chiamo la polizia municipale? Certo, ma quando arrivano spesso le auto sono già andate via».
Se i tratti di via Taglio pedonalizzati e inaccessibili alle auto sono un esempio da seguire, le cose non vanno meglio in via Torre, un’altra zona dello shopping che da via Taglio porta direttamente ai piedi della Ghirlandina. Qui la situazione è ancora peggiore rispetto a Cesare Battisti: sette, otto auto in fila sulla sinistra. Alcune rispettano i divieti, altre no. In particolare, nello stallo riservato alla zona carico/scarico, c’è chi resta molto più dei 30 minuti consentiti.
Proseguiamo la camminata verso via Farini ed effettivamente lo splendore di Palazzo Ducale “oscurato” da tre o quattro suv parcheggiati a bordo strada è forse il miglior sponsor per l’idea di Confesercenti: senza i mezzi ad ostruirne la visuale, piazza Roma sarebbe uno spettacolo.
«Sì ok pedonalizzare - specifica un residente - ma che vengano allestiti parcheggi alternativi e che ci sia concesso il carico e scarico». La maggior parte dei residenti interpellati si dice pronto a un sacrificio, ma solo di fronte a una organizzazione precisa e che non penalizzi eccessivamente la vita quotidiana.
Inoltrandoci verso via Emilia la situazione parcheggi migliora. Nessuno si azzarda a piazzare la macchina nella strada più importante della città, ma molti non rispettano il divieto di transito. Davanti al Sacrario, dove potrebbero passare solo mezzi pubblici e d’emergenza, c’è chi se ne infischia. La stessa situazione si verifica in corso Duomo, dove diversi automobilisti transitano incuranti del divieto. Qualcuno ha sul parabrezza il pass disabili, ma altri no: questi ultimi durante il passaggio si guardano attorno anche con una certa circospezione come per accertarsi che non vi siano agenti della polizia municipale. Insomma sembra che 30 secondi di guadagno sul proprio tragitto quotidiano valgono bene il rischio di una multa.
Facendo una trentina di metri si arriva nel punto in cui corso Canalchiaro “sfocia” in piazza Grande. Due macchine a sinistra, due suv a destra, neanche un minuto che una terza vettura arriva, accende le quattro frecce e il passeggero scende. L’auto resta lì, con il motore in funzione e tanti saluti alle polveri sottili.
«Ho sempre auto, specialmente suv, davanti a casa - spiega una signora che abita proprio in Canalchiaro - Non è possibile. Quando io ho una reale necessità non posso usufruire di questi parcheggi a 30 minuti, perché la realtà è che ci sono persone che li usano per tutta la giornata. E spesso sono titolari di attività commerciali. Io sono d’accordo col vietare la sosta permanente: pur abitando in centro ho un box fuori e per me non sarebbe una novità. Ne guadagneremmo in bellezza. Però bisognerebbe iniziare rispettando le regole già in vigore».
Insomma se la proposta di Confesercenti guarda - giustamente - al futuro, occorre cambiare mentalità e che i regolamenti già attivi vengano fatti rispettare. —
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