Balsamico, ora c’è la minaccia dell’aceto di Modena New York
Il consorzio Igp ha scoperto che nell’omonima cittadina americana si produce un prodotto con lo stesso nome: «Daremo battaglia. Pronti a tutelarci »
Ma quale aceto d’America… Il balsamico di Modena è stato grande protagonista a New York. La Grande Mela ha ospitato dal 23 al 26 giugno la 65esima edizione del Fancy Food Show. Una vetrina prestigiosa per prodotti made in Modena e provincia. Le curiosità non sono mancate: dalla varietà bianche ai mix con le ciliegie di Vignola fino ai drink all’aceto. Il prefisso “059” è dominante tra i contatti, ma si trovano aziende della California e della Florida, della Pennsylvania e dello Stato di New York.
Proprio dall’Empire State è sorto un caso che agita il Consorzio Aceto Balsamico Igp. Galeotta un’omonimia tra la nostra città e Modena, New York. Una piccola comunità che nel 1829 ha cambiato nome da Clark’s Corner in onore del centro emiliano.
Nel catalogo ufficiale online non vi si trova traccia, ma nelle bottiglie esposte ci sono elementi che turbano il Consorzio. la comparsa di un Aceto Balsamico di Modena prodotto però negli States, della contea di Ulster, a poche decine di miglia a nord di Manhattan.
«Così diventa un’indicazione geografica di fatto – ha denunciato Federico De Simoni, direttore generale del Consorzio – perché non producono prodotti qualsiasi, ma un aceto balsamico da Modena, New York. Suppongo che nell’etichetta la scritta “New York” non ci sia. Oggi ne ridiamo, ma è gravissimo. Si devono essere resi conto che il toponimo Modena poteva diventare utile».
Il Consorzio avvierà oggi i controlli per approfondire la vicenda ed eventualmente tutelarsi nelle sedi opportune.
«I nostri prodotti fanno gola a New York – ha proseguito De Simoni – ma ciò che suona italiano sta diventando un inganno. Auspichiamo che le norme americane, sempre garantiste per i consumatori, lo siano anche per i prodotti non americani». Al 53esimo Palio di San Giovanni, lo scorso 23 giugno, il gran maestro della Consorteria Maurizio Fini aveva rimarcato come «la sentenza del tribunale che non rende l’aceto balsamico utilizzabile da chicchessia ha premiato i nostri sforzi condivisi».
In quella sede è stato lanciato un appello per rendere il balsamico patrimonio dell’Unesco. L’Organizzazione mondiale per l’educazione, la scienza e la cultura fa riferimento all’Onu, che ha sede proprio a New York. Tornando così al Fancy Food Show, De Simoni ha riscontrato un «primo frutto spiacevole che preoccupa e spinge all’azione». Un’azione che si potrebbe estendere anche alle storture lessicali.
Già, perché non è raro trovare aceti provenienti da “Modina” su internet, sia in siti specializzati sia in piattaforme di colossi multinazionali. —
G.F.
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