Gazzetta di Modena

Modena

le voci dei precari 

«A rimetterci saranno soprattutto i ragazzi»

S.L.
«A rimetterci saranno soprattutto i ragazzi»

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«Una situazione che va soprattutto a danno degli studenti soprattutto quelli diversamente abili seguiti da molti di noi». I precari delle scuole modenesi sono nel loro “solito” periodo di stacco: com’è noto, infatti, chi non è dipendente di ruolo ha un contratto che scade il 30 giugno e torna attivo solo alla riapertura degli istituti a metà settembre. «Nella mia precarietà - spiega Francesco, insegnante di italiano e storia alle medie di Formigine - sono uno di quelli fortunati perché ho i tre anni minimi per partecipare al concorso straordinario per la stabilizzazione che dovrebbe arrivare a breve. In tutta Italia dovrebbero esserci circa 50mila cattedre di cui la metà andrebbe a questi nuovi assunti. Ovviamente ci saranno molte polemiche e tantissimi delusi, visto che la situazione nel nostro settore è critica con le tante classi di concorso scoperte. C’è bisogno di reclutare, pensando anche ai pensionati di quota 100».

Peggiore la situazione di Alessandra, precaria anch’essa, con all’attivo poco meno di tre anni di insegnamento: «Mi sono laureata in storia nel 2016 - spiega la ragazza - e nell’ultimo anno ho lavorato a Mirandola come insegnante di sostegno di un ragazzo che necessita di questo servizio scolastico. Tanti miei colleghi entrano come insegnanti di sostegno, non solo perché “sentono” particolarmente le motivazioni di questo servizio, ma anche perché si tratta di un sistema per accumulare punteggio, essendo le liste di alcune classi di concorso pienissime da sempre». Anche per questa docente luglio e agosto sono i mesi dell’attesa di una chiamata. «Ora attendiamo sia il concorso nazionale, a cui io parteciperò, sia quello straordinario che non posso affrontare non avendo accumulato tre anni di lavoro. Ai tempi del ministro Fedeli si parlava di un tirocinio di tre anni a 400 euro al mese, prima della stabilizzazione, ma il nuovo ministro ha rimesso tutto in gioco». La situazione di Luigi Garofalo, da oltre due anni prof di matematica e fisica al Sigonio, è leggermente migliore: «Ogni anno vengo sempre chiamato - spiega - perché sono ai primi posti in graduatoria e nella mia classe di concorso problemi non ci sono. Da settembre dovrei riprendere e al liceo Sigonio sono sempre stato trattato bene per cui non farò una tragedia se per caso non dovessi passare al concorso». —

S.L.

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