Ermenegildo Zegna compra la maggioranza del Gruppo Dondi
La proprietà dell’azienda carpigiana manterrà il 35%. I sindacati: «Siamo cauti, ma ottimisti»
L’affare era nell’aria da almeno qualche mese e negli ultimi giorni è stato suggellato per una somma che ammonta a decine di milioni di euro: Ermenegildo Zegna, leader nel segmento del lusso della moda maschile, ha concluso un accordo per acquisire una partecipazione di maggioranza del Gruppo Dondi, con sede a Fossoli di Carpi. Quest’ultimo rappresenta un baluardo del comparto dei tessuti. Nata nella prima metà degli anni Settanta grazie all’intuizione del fondatore, Lauro Dondi, l’azienda affrontò il mercato da pioniera del tessile. Erano gli anni del boom economico che, prima Dondi Jersey, poi Gruppo Dondi, seppe cavalcare fino a conquistare una posizione di rilievo. Generazioni di stilisti hanno ricercato i tessuti a maglia delle proprie collezioni presso l’azienda di Fossoli: Moschino, Dolce&Gabbana, Ferrè, Versace tanto per citare qualche griffe.
L’impresa fossolese conta 120 dipendenti e un fatturato di 28 milioni. Entrando nei dettagli dell’operazione, occorre specificare che l’azienda è in salute. Pertanto l’acquisto della maggioranza da parte del Gruppo Zegna non rappresenta il salvataggio da una situazione critica.
«Il Gruppo Ermenegildo Zegna è il partner ideale per il naturale prosieguo della nostra storia imprenditoriale, iniziata nel 1970 dai nostri genitori, Lauro ed Edda Dondi - sottolineano Lorella e Stefano Dondi - Fin dagli inizi, attraverso il nostro consolidato know how tecnico e stilistico, abbiamo sviluppato un’ampia gamma di tessuti di alta qualità, apprezzati a livello nazionale e internazionale dalle più importanti maison di moda. Come Zegna, crediamo nella tradizione, nell’eccellenza tipica dei prodotti italiani e nella costruzione di una filiera tessile altamente specializzata, fortemente votata alla qualità e all’innovazione».
L’accordo prevede che la famiglia Dondi mantenga il 35% del capitale sociale, la responsabilità della gestione e della direzione creativa.
«Si tratta di un investimento teso a rafforzare un controllo sempre più diretto della filiera tessile - sostiene Ermenegildo Zegna(a destra, in foto), amministratore delegato del Gruppo Zegna - fortemente caratterizzata da produzioni diversificate e rigorosamente made in Italy. Intratteniamo da tempo rapporti commerciali con il Gruppo Dondi, la cui storia famigliare presenta molte analogie con la nostra, a partire dal profondo rispetto per l’autonomia aziendale».
I sindacati guardano vigili ma, tutto sommato, con favore all’operazione. «Chiederemo molto presto un confronto - sottolinea Sabrina Vesce, di Cgil Filctem, presente in azienda con un rsu - Verificheremo il piano industriale ed eventuali ricadute occupazionali, ma non siamo preoccupati».
«Rappresenta un’opportunità di crescita - aggiunge Roberto Giardiello di Cisl - Le imprse del comparto locale hanno bisogno di spalle robuste su cui crescere di dimensione per guardare con ottimismo al futuro». —
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