La spinta arriva dal Pd: «Tutta via Emilia centro subito vietata alle auto»
Lenzini responsabile trasformazione urbana del partito sta con Confesercenti E Pisani di Confcommercio avverte: «Bene, ma con un percorso condiviso»
Una pedonalizzazione “dolce”, che non perda di vista gli obiettivi - a partire dall’asse principale del centro - ma senza forzature, passando da un ampio confronto con le associazioni, i residenti e i commercianti. Se nei giorni scorsi Confesercenti ha chiesto al Comune di completare il percorso di pedonalizzazione del centro storico, oggi a intervenire sulla questione è Diego Lenzini, consigliere comunale e responsabile Trasformazione urbana della segreteria cittadina del Pd, che giudica positivo «il dibattito che si è aperto sulla proposta dell’associazione, perché è un confronto da città moderna ed europea.
Come Pd crediamo fortemente in queste politiche - incalza Lenzini - e siamo pronti a parlare del tema pedonalizzazioni, su cui non abbiamo certo preclusioni, avendolo inserito nel programma di governo della città». Secondo il responsabile Trasformazione urbana del Pd, dunque, bisogna proseguire in quella direzione: «Crediamo che anche altre aree del centro troverebbero una profonda valorizzazione - spiega ancora il consigliere - a partire dalla via Emilia centro, che potrebbe essere completamente pedonalizzata, mentre in altre aree si potrebbe semplicemente vietare la sosta o gestirla su base oraria». Il rappresentante della segreteria dem fa però notare che «il percorso dovrà essere portato avanti con gradualità nei tempi e con diversi livelli di accesso a seconda dell’area interessata, mentre ogni proposta dovrà partire da un confronto con residenti e operatori economici».
Per quanto riguarda l’accesso dei mezzi commerciali, per il Pd «è ora di riaprire un ragionamento su Cityporto, un centro logistico per tutte le merci dirette in centro in cui tutti gli spedizionieri scaricano e da cui partono mezzi ecologici con il compito di rifornire tutti i negozi, riducendo enormemente gli accessi». Nel frattempo, a intervenire sulla questione è anche Riccardo Pisani, presidente cittadino di Confcommercio e noto imprenditore del settore alberghiero: «Nessun atteggiamento pregiudiziale da parte nostra nel valutare l’estensione della pedonalizzazione - spiega - purché ciò avvenga all’interno di una proficua discussione che coinvolga associazioni, commercianti e categorie».
Anche secondo l’associazione di via Begarelli, il confronto è positivo, «a patto che sia scevro da posizioni ideologiche preconcette - riprende Pisani - che spesso in passato hanno reso difficile o impossibile giungere alla definizione di un piano organico e di medio periodo: oggi, in effetti, l’offerta di adeguate zone pedonali corrisponde alle attese di chi, accedendo in un centro storico, ne vuole godere appieno la bellezza, visitandolo e facendo acquisti. Esperienze condotte in altre realtà simili dimostrano come nel complesso una intelligente pedonalizzazione faccia bene alla salute del centro stesso. Quindi - prosegue il presidente - riteniamo che la città potrebbe beneficiare nel tempo di ulteriore vitalità e aumentare l’appeal, anche in chiave turistica, procedendo per gradi, senza fughe in avanti e affrontando tutti i nodi e le criticità che la pedonalizzazione porta con sé: basti pensare alle consegne agli esercizi commerciali, all’accesso per i taxi e, per chi svolge interventi di manutenzione su attività e residenze, alla necessità di ripensare al trasporto pubblico, potenziandolo. L’auspicio - chiude Pisani - è dunque che venga promossa una grande discussione in città, capace di coinvolgere e ascoltare le ragioni e istanze di tutti gli stakeholder». Dello stesso avviso Luca Marchini, chef de “L’Erba del Re” e presidente Fipe-Confcommercio, la sigla degli esercizi pubblici: «Un centro sempre più pedonale è positivo - spiega - perché contribuisce a renderlo sempre più vissuto dalle persone che, camminando, lo conoscono e lo fanno vivere. Detto questo, è giusto che ci siano anche delle forme di sostegno per chi in centro deve entrare, sia che riguardi il carico-scarico, sia per il cittadino che magari ha bisogno di accedere anche una volta sola. In questo senso, trovo positiva l’esperienza di Milano, dove il centro è chiuso alle auto, ma chi ha l’esigenza di entrare lo può fare con un ticket». —
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