Un plebiscito tra i modenesi «Pedonalizzare è la strada: facciamo come Mantova»
L’idea del cuore della città libero dalle auto sembra piacere a tutti: a commercianti, baristi e soprattutto a chi in centro ci abita e lavora
IL RACCONTO
Gabriele Farina
«Il futuro del centro è chiuso alle auto». I modenesi accolgono con favore la proposta di Confesercenti. Da piazza Roma a corso Duomo, da piazza Grande a piazza Mazzini i residenti e i commercianti accettano di buon grado l’idea.
Ovviamente c’è la consapevolezza della necessità di regole ben definite dallo scarico delle merci a interventi per la mobilità sostenibile. Tuttavia, se dipendesse da loro sarebbero già all’opera per eliminare il passaggio dei mezzi motorizzati nel cuore della città.
«Lo vediamo anche da piazza Roma - ha esordito Monica Pivetti dall’osteria di Modena - che è molto più bella da quando sono state tolte le auto. Ai residenti basta avere un parcheggio anche fuori per essere soddisfatti».
«Che palle con questi parcheggi...», ha esclamato Fausto Cigni. Da storico conoscitore delle vicende modenesi Cigni ricorda che «fu fatto un tentativo di pedonalizzazione già negli anni Novanta». Per Cigni le auto vanno bloccate sui viali a est e davanti all’ex ospedale Estense a ovest. Se sul passaggio dei bus «siamo pronti a discuterne», nessun dubbio sul tema centrale. «Bisogna fare come accade in altre città come Mantova - ha ripreso Cigni - in cui in centro non si passa con le auto. La città è bella e va vissuta a piedi o in bici». Il modello mantovano è indicato anche dalla modenese Barbara Philippart. «Tutti vogliono parcheggiare sotto casa - ha spiegato la donna - e non vogliono nemmeno fare due passi, soprattutto gli anziani. Tuttavia, poi vanno tutti in palestra… Per quanto mi riguarda, sono per pedonalizzare. Si potrebbe fare una fascia oraria per rifornire i negozi, ma per il resto va lasciato pedonale. In corso Duomo si vedono quattro bus al giorno: ormai siamo una città turistica. In piazza Roma è aberrante vedere il bus che passa. Soprattutto di sera è carino camminare a piedi o in bici: si può incentivare anche la movida». Dice di sì alla pedonalizzazione anche il tabaccaio di corso Duomo Roberto Nadalini. «Davanti al negozio i turisti rimangono meravigliati dal passaggio dei bus - ha riconosciuto l’esercente - e il turismo è aumentato tantissimo. Soprattutto, ci sono moltissimi stranieri. A tratti la zona è piena di gruppi e sembra l’ingresso di San Siro. In corso Duomo presto ci saranno nuove attività con i tavolini, per cui la pedonalizzazione può venire da sé. Va risolto il problema di rifornire i negozi, ma il futuro del centro è chiuso alle auto». «Al sabato gioco forza la pedonalizzazione è in atto - ha ribadito Maria Carafoli - perché è pieno di persone. Un centro pedonalizzato sarebbe bello, vissuto a misura di famiglia». Il volto storico del mondo commerciale modenese parla sia a titolo personale sia a nome «di tanti nostri commercianti». Il modello da lei indicato è quello di Parma, «in cui da anni il centro è pedonalizzato». La frontiera da risolvere è il carico-scarico delle merci, l’auspicio «che ci siano sempre più auto elettriche». «Sono favorevole alla pedonalizzazione - ha garantito Alessio Bardelli, presidente dell’associazione SanFra - solo se affiancata a una serie d’interventi per la mobilità sostenibile». «Favorevole purché la pedonalizzazione non sia fatta con tecnici sessantottini», il punto di vista di Arrigo Guiglia. «Favorevole» in toto Pierangelo Iuli. «Favorevole purché entrino gli scooter», la posizione di Giuseppe Claudio Macaluso. —
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