Villa confiscata Per renderla agibile serviranno oltre 500mila euro
Accordo tra Regione e Comune per condividere le spese L’edificio è fermo dal 2008 e ha bisogno di numerosi lavori
MARANELLO. Servono 506mila euro per riconsegnare a Maranello la villa confiscata alla criminalità organizzata nel 2008. È il dettaglio emerso dall’analisi dei tecnici e approvato dalla Giunta che ora attende un finanziamento regionale di oltre 200mila euro. Quella struttura, chiusa da ormai un decennio, servirà per accogliere donne socialmente fragili: vittime di violenza, inoccupate o disoccupate oppure sole da inserire o riavviare nel mondo del lavoro. Ma prima di poter concretizzare un lodevole progetto di riconversione civica sarà necessario un sostanzioso investimenti.
Da quanto emerge, infatti, sono numerosi i cantieri che devono essere completati tra il piano seminterrato, il piano terra e il primo. Il progetto è stato elaborato alla società Delta Progetti di Carpi (valore 11mila euro) e a marzo la Giunta-Morini ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica redatto dall’ingegner Glauco Verzelloni. Ed è quell’analisi che offre una quantificazione complessiva di quanto servirà per rimettere a norma la villa e completare gli imponenti lavori di costruzione.
Per le sole opere edili il Comune ha messo a budget 100mila euro, a cui vanno aggiunti 99mila euro per gli impianti elettrici e ben 154mila euro per quelli meccanici. Una cifra davvero elevata tanto che nel cronoprogramma si è scelto di scorporare in tre stralci il lavoro: si partirà quindi la ristrutturazione del piano terra, delle aree esterne e di quelle comuni proprio in funzione di una sempre maggiore condivisione di esperienze di vita da parte delle donne che dovrebbero trovare ospitalità.
E in questa prima fase - quantificata in un investimento di 286mila euro - subentra il necessario supporto economico della Regione Emilia-Romagna, che ha già comunicato all’amministrazione comunale di voler sostenere il progetto con lo stanziamento di 200mila euro.
Adesso sarà una corsa contro il tempo per rispettare le scadenze previste nello schema di accordo di programma, approvato dalla giunta comunale, per la realizzazione del progetto “Orme di legalità: sui passi delle donne coraggiose”. La Regione ha infatti stabilito un perentorio termine per la realizzazione del cantiere, che dovrà essere completato entro la fine del 2019, salvo una proroga di massimo sei mesi, ma che andrà preventivamente comunicata entro il 30 novembre e soltanto per “particolari circostanze”. In caso contrario il contributo regionale rischia di decadere e il piano di creare una casa dedicata alle donne in difficoltà potrebbe perdere un importante partner. —
F.D.
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