Atlantico segreto: il prof si cala per sei chilometri negli abissi
Il modenese Brunelli è a capo dello studio oceoanografico con la batisfera che si calerà per raccogliere campioni di rocce e coralli in una zona sconosciuta
«Non troveremo mostri marini o uomini dei fondali, quella è pura fantascienza. Ma ci saranno da studiare molte specie, soprattutto raccogliere campioni di coralli e creature vermiformi e molte rocce ancora sconosciute. In grosse profondità oceaniche che mai hanno visto la presenza dell’uomo, come del resto avviene in almeno della metà della terra sommersa e anche emersa».
Scherza, ma non troppo, il professor Daniele Brunelli del Dipartimento di scienze chimiche e geologiche di Unimore. Il docente è a capo dello studio oceanografico che partirà tra pochi giorni e avverrà a 6 chilometri sotto il livello del mare, in pieno Oceano Atlantico, con scienziati che si immergeranno a quella profondità analizzando una zona mai vista da occhio umano. A capo di questa spedizione oceanografica italo-francese “Smarties” c’è Unimore, con Brunelli e altro personale che in queste ore si sta recando a Capo Verde.
I rappresentanti della nostra università e una serie di università francesi analizzeranno la Dorsale Medio Atlantica, quella particolare catena montuosa delle profondità marine dove le placche di Africa e Sud America si separano. «In quella zona - continua Brunelli - c’è una enorme attività sia sismica che vulcanica e per noi geologi è un territorio incontaminato e importantissimo dal punto di vista scientifico perché lì a grandi profondità c’è come uno strappo della crosta terrestre. Siamo sotto la crosta terrestre, spessa poche decine di metri: si entra nella profondità del mantello terrestre che compone l’interno del nostro pianeta. Qui l’oceano arriva a meno 8mila metri, quasi come il punto più profondo della Terra che sono gli 11mila metri della Fossa delle Marianne. Non comunque non andremo così in profondità. Arriveremo a 5500-6000 metri sott’acqua». Già arrivare in questo “deserto” sottomarino incontaminato sarà una vera e propria avventura: «Scendiamo - continua lo scienziato modenese - attraverso una batisfera di due metri di diametro. Saremo in tre, uno scienziato e due piloti che manovreranno il nostro robot e anche le due braccia meccaniche con cui raccoglieremo materiali. Ogni discesa prevede dodici ore di lavoro, oltre tre ore per scendere, altrettante per salire e alcune ore di lavoro vero e proprio. La batisfera si sposta lentamente, un metro al minuto circa, e fotografiamo e registriamo ogni forma di vita o roccia incontrata oltre a prelevare. Il nostro viaggio è in piena sicurezza, anche se saremo completamente autonomi rispetto alla nave in superficie. Vuole sapere come saranno queste ore dal punto di vista dei bisogni fisiologici? Ci sono tutti i sistemi, è come se fossimo astronauti sott’acqua invece che in cielo, ma occupiamoci delle tante sorprese che potremo individuare».
Il professore spiega cosa si aspetta di trovare: «A quelle profondità, nel buio assoluto, si trovano coralli sparsi, alcuni vermi e qualche squalo di profondità. Molte rocce che appunto preleveremo. Ancora non so di preciso perché non solo è la prima volta che qui mi immergo, ma anche perché è un’area sconosciuta. Conto di trovare circuiti idrotermali detti camini: sono fratture del suolo sottomarino da dove esce acqua a 300 gradi che si immette nell’oceano a 4 gradi. Ai margini di questa zona si concentrano grandi quantità di animaletti, simil aragoste e grandi interessanti da studiare. Come si dice in mare che il buon vento ci accompagni”. —
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